Scopri come funziona il congedo obbligatorio di paternità per i lavoratori dipendenti
DI COSA SI TRATTA
I padri lavoratori dipendenti hanno diritto a 10 giorni lavorativi di congedo obbligatorio, fruibili da due mesi prima della data presunta del parto fino a cinque mesi dopo la nascita del bambino.
Il congedo si applica anche in caso di morte perinatale del figlio: figlio nato morto dopo la 28ª settimana di gestazione o deceduto nei primi 28 giorni di vita.
Per i parti plurimi, il congedo obbligatorio aumenta a 20 giorni, indipendentemente dal numero di figli nati. Il congedo di paternità obbligatorio può essere fruito negli stessi giorni della madre e non è cumulabile con il congedo di paternità alternativo negli stessi giorni.
A CHI SPETTA
Il congedo di paternità obbligatorio è riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti, compresi:
- lavoratori domestici
- lavoratori agricoli a tempo determinato
- dipendenti pubblici
Non spetta invece a:
- lavoratori iscritti alla Gestione separata
- lavoratori autonomi, compresi quelli dello spettacolo
INDENNITÀ E DIRITTI PREVIDENZIALI
I giorni di congedo obbligatorio sono retribuiti al 100% dall’INPS e validi ai fini pensionistici.
Inoltre, una novità importante riguarda la NASpI: i padri che si dimettono volontariamente entro il primo anno di vita del bambino, dopo aver usufruito del congedo di paternità obbligatorio o facoltativo, possono accedere all’indennità di disoccupazione, estendendo un diritto precedentemente riservato solo alle madri o ai padri che fruivano del congedo alternativo.
Cosa fare
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FAQ – Congedo obbligatorio di paternità
Tutti i lavoratori dipendenti, inclusi domestici, agricoli a tempo determinato e dipendenti pubblici. Non spetta ai lavoratori autonomi o iscritti alla Gestione separata.
10 giorni lavorativi, fruibili da due mesi prima a cinque mesi dopo la nascita. Per parto plurimo, il congedo aumenta a 20 giorni.
Sì, è compatibile con il congedo di maternità, ma non può essere cumulato con il congedo di paternità alternativo negli stessi giorni.
Sì, l’INPS riconosce il 100% della retribuzione.
Sì, i padri che hanno usufruito del congedo obbligatorio o facoltativo possono richiedere la NASpI, anche se prima questa possibilità era riservata solo alle madri o a padri con congedo alternativo.
Sì, comprende anche la morte perinatale del figlio (nato morto dopo la 28ª settimana o deceduto nei primi 28 giorni).