Dal 21 al 23 luglio 2026 Bari ha ospitato la tappa pugliese del percorso di formazione congiunta tra INPS e Patronati, nell’ambito del progetto InPACTA. I lavori si sono svolti con la partecipazione della Direzione centrale Salute e Prestazioni di disabilità, della Direzione Regionale Puglia, le direzioni provinciali e i raggruppamenti dei patronati CEPA e CIPLA. Per INCA è intervenuto Cosimo Tagliente, coordinatore regionale INCA Puglia.
Tre giorni fitti di lavori. Si è partiti dai principi della riforma e dall’evoluzione del concetto di disabilità, per arrivare al certificato medico introduttivo, al mandato di assistenza digitale, alle prestazioni economiche dell’invalidità civile. La seconda si è concentrata sugli aspetti più operativi: il servizio online per l’invio dei dati socioeconomici, i canali di comunicazione tra INPS e patronati (COMBIPAT, protocolli territoriali, tavoli tecnici) e le novità sul contenzioso. La terza è stata dedicata al confronto diretto: modelli organizzativi, Progetto di Vita, raccolta di proposte per migliorare la collaborazione tra gli enti.

Da Lecce a tutta la regione (e tutta Italia)
In Puglia la sperimentazione è partita nel 2025 dalla provincia di Lecce. I numeri regionali aiutano a capire la posta in gioco. La Puglia ha 257 comuni e solo 35 strutture INPS.
I patronati, invece, sono 894, quasi 26 per ogni struttura dell’Istituto. Nel 2024 hanno gestito 831.744 pratiche, il 60,8% del totale regionale. Guardando alle singole prestazioni il divario si allarga ancora: sull’indennità di disoccupazione i patronati coprono l’85,7% delle pratiche, sulle pensioni l’81,3%, sull’invalidità civile il 78,5%.
“Sono numeri che parlano da soli - ha detto Cosimo Tagliente, coordinatore di Inca Puglia - Quando una persona deve affrontare una pratica complessa come quella della disabilità, quasi sempre sceglie di non farlo da sola. Vale ancora di più oggi, con una procedura profondamente diversa da prima. In questi mesi il nostro compito è stato capire insieme all’INPS dove la macchina si inceppa, e trovare soluzioni prima che diventi un problema per le persone.”
Il countdown verso il 2027
C’è una data che rende questa tappa un avvicinamento alla dimensione nazionale: dal 1° gennaio 2027 le procedure della riforma smettono di essere sperimentali e diventano la regola in tutta Italia. Quello che oggi funziona (o non funziona ancora del tutto) a Lecce, Perugia, Palermo, Cagliari e nelle altre province coinvolte, dovrà reggere ovunque, comprese le zone dove il patronato resta, come in gran parte della Puglia, il solo presidio davvero vicino alle persone.
