Torino ha ospitato l’ottava tappa del percorso formativo congiunto promosso da INPS e dai Patronati, dedicato alla riforma della disabilità e alle sue novità operative. Dopo gli appuntamenti di Firenze, Bologna, Lamezia Terme, Brescia, Roma, Milano e Napoli, le tre giornate di confronto e approfondimento sono arrivate anche nel capoluogo piemontese, confermandosi come un passaggio strategico nel percorso di accompagnamento alla riforma, in un territorio che ha fatto della formazione su questi temi uno dei pilastri della sua attività.

L’iniziativa ha riunito i responsabili dell’INPS e i rappresentanti dei raggruppamenti dei patronati CEPA e CIPLA, con l’obiettivo di condividere strumenti, procedure e modelli organizzativi in vista dell’estensione della riforma su tutto il territorio nazionale. Un lavoro comune necessario per affrontare una transizione che, già oggi, coinvolge oltre la metà del Paese e che entrerà a regime dal 1° gennaio 2027.
In Piemonte la sperimentazione è partita nel 2025 coinvolgendo inizialmente la provincia di Alessandria e si è estesa, da marzo 2026, anche ad Asti, Cuneo e Torino. Un contesto territoriale particolarmente significativo, dove la presenza capillare dei patronati rappresenta un elemento decisivo per garantire diritti, tutele e accesso alle prestazioni.

Proprio su questo punto si è concentrato l’intervento di Daniela Gattuso, di INCA Piemonte, che ha posto l’accento sul ruolo centrale dei patronati nel sistema di tutela. “Già con la Legge 102/2009 – ha ricordato Gattuso – il procedimento per l’accertamento dell’invalidità civile era stato profondamente riorganizzato, individuando nell’INPS l’unico referente e introducendo la telematizzazione delle domande. In quel quadro, agli enti di patronato è stato riconosciuto un ruolo fondamentale: punto di riferimento accessibile e diffuso per migliaia di cittadini, presidio di prossimità capace di accompagnare le persone non solo nelle pratiche amministrative, ma anche attraverso una consulenza personalizzata, previdenziale e lavorativa.”
Con la riforma della disabilità introdotta dal decreto legislativo 62/2024, il modello cambia in modo significativo. Il procedimento amministrativo prende avvio dai medici accreditati, attraverso l’invio del certificato medico introduttivo, oggi più complesso rispetto al passato. Un passaggio che attribuisce ai medici un ruolo anche amministrativo e che, nei primi mesi di applicazione, ha evidenziato criticità e resistenze.
In questo scenario, ha sottolineato Gattuso, “diventa ancora più indispensabile rafforzare la collaborazione tra INPS e patronati, per evitare che le nuove procedure possano tradursi in ostacoli per le persone più fragili. Il patronato continua a rappresentare un raccordo essenziale: nell’informazione, nella valutazione dell’opportunità di presentare la domanda, nell’assistenza per l’invio dei dati socio-economici necessari alla liquidazione delle prestazioni.”

Il valore di questa rete emerge con particolare evidenza in Piemonte. A fronte di 1.180 comuni e di 30 sedi INPS, i patronati possono contare su 494 sedi distribuite sul territorio. Una presenza che si riflette anche nei numeri: nel 2024, l’87,4% delle pratiche di invalidità civile presentate all’Istituto è transitato attraverso gli enti di patronato.
Una collaborazione che negli anni si è rafforzata anche grazie all’evoluzione degli strumenti di comunicazione e interscambio. Tra questi, il sistema “COMBIPAT”, introdotto in via sperimentale nel 2020 e poi esteso a tutti gli operatori, rappresenta oggi un canale strutturato e indispensabile di contatto tra patronati e INPS, particolarmente rilevante in questa fase di sperimentazione della riforma.
La tappa torinese ha confermato, ancora una volta, che la riuscita della riforma passa attraverso il lavoro condiviso tra istituzioni e patronati. Per INCA, questo significa continuare a mettere al centro le persone, rafforzando quel presidio di prossimità e che, ogni giorno, garantisce accesso ai diritti e tutela concreta su tutto il territorio.