A pochi giorni dall’estensione della sperimentazione della riforma della disabilità a oltre metà del territorio nazionale, Milano ha ospitato la sesta tappa del percorso formativo congiunto promosso da INPS e dai Patronati. Dopo gli appuntamenti di Firenze, Bologna, Lamezia Terme, Brescia e Roma, il capoluogo lombardo è stato teatro di tre giornate di confronto e approfondimento dedicate alle novità normative e operative introdotte dalla riforma.

L’incontro si è svolto in un momento particolarmente significativo: dal 1° marzo 2026 ha preso avvio la terza fase della sperimentazione, che ha coinvolto ulteriori 40 province, tra cui Milano. Una fase che segna un passaggio decisivo nell’attuazione del nuovo impianto di accertamento e riconoscimento della disabilità.
Alla tappa milanese hanno partecipato una delegazione nazionale e regionale di INCA. Tra gli interventi, quello di Daniele Bandi, direttore di INCA Milano, e di Roberta Palotti, componente del collegio legale di INCA, che ha approfondito il tema dell’accertamento tecnico preventivo obbligatorio nell’invalidità civile.

Milano e la riforma: numeri e impatto sociale
Lo scorso 1° marzo è dunque partita la sperimentazione della riforma della disabilità anche a Milano, insieme ad altre 40 province italiane. Per comprendere l’impatto concreto di questo cambiamento basta un dato: nel solo territorio milanese si stimano circa 70.000 richieste di riconoscimento ogni anno.
“Tradizionalmente, il sistema dei patronati assiste oltre il 90% di queste domande – ha spiegato nel suo intervento Daniele Bandi – Sono dati che dimostrano quanto il nostro lavoro sia radicato e imprescindibile. Non si tratta soltanto di compilare una domanda, ma di prendere in carico la persona nella sua complessità: informarla sui diritti, assisterla nell’accesso alle prestazioni, supportare i familiari caregiver, intervenire sulle eventuali ricadute nel rapporto di lavoro. Pensare di escludere i patronati dall’iter è non solo irrealistico, ma controproducente. Al contrario, la riforma può funzionare solo se valorizza questa rete di prossimità, capillare e competente, che garantisce concretamente l’esigibilità dei diritti”.

Le prime criticità emerse a livello nazionale
Per quanto riguarda l’avvio della sperimentazione, non è ovviamente ancora possibile tracciare un bilancio su Milano. Tuttavia, l’esperienza maturata in altre province già coinvolte offre alcuni elementi di attenzione. In particolare, sono stati registrati un calo delle domande nella fase iniziale — in parte dovuto alla non completa formazione di alcuni medici rispetto alle novità introdotte — un allungamento dei tempi di attesa per le visite e per il rilascio dei verbali, nonché un aumento dei costi di compilazione del certificato medico.
Si tratta di criticità che, come evidenziato nel corso dell’incontro, richiedono un costante monitoraggio e un dialogo strutturato tra istituzioni, medici e patronati, per evitare che la fase di transizione penalizzi le persone più fragili.
L’auspicio espresso durante i lavori è che tali problematiche non si ripresentino con la stessa intensità anche a Milano.
Il ruolo di INCA sul territorio milanese
Il Patronato INCA — con la sua presenza capillare sul territorio e con la professionalità delle operatrici e degli operatori — è pronto a offrire assistenza e supporto a tutte le persone coinvolte.
L’obiettivo resta quello di garantire piena esigibilità dei diritti e accesso alle prestazioni, accompagnando la riforma in una fase delicata, ma cruciale, per il futuro del sistema di riconoscimento della disabilità.
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