Il padre lavoratore ha diritto ai mesi di astensione dopo il parto solo nel caso di morte o di grave infermità della madre o di abbandono o di affidamento esclusivo del bambino/a al padre.
Il congedo di paternità alternativo, fino al 2014, era riconosciuto ai soli lavoratori dipendenti pubblici e privati, ma il D.lgs n. 80/2015 ha esteso il diritto anche ai padri lavoratori autonomi e liberi professionisti.
Trattamento economico e previdenziale
Per tutta la durata del congedo di maternità e di paternità si percepisce un'indennità economica da parte dell'Inps, ma anticipata dal datore di lavoro, pari all'80% dell'ultima retribuzione percepita. Molti contratti collettivi prevedono un'integrazione all'indennità da parte del datore di lavoro. Il periodo, coperto dalla contribuzione figurativa, è considerato utile per il diritto e per la misura della pensione.
I lavoratori del pubblico impiego non percepiscono l'indennità da parte dell'Inps, ma la retribuzione effettiva, con relativa contribuzione obbligatoria, da parte delle amministrazioni da cui dipendono. Contrattualmente, inoltre, hanno ottenuto notevoli benefici economici e ulteriori possibilità rispetto ai lavoratori privati.
I lavoratori autonomi con Partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS da almeno 3 anni, in regola con i contributi, che abbiano redditi ridotti secondo le soglie previste.
Viene erogata per 6 mensilità consecutive.
Dal 25% della media dei redditi dichiarati nei due anni precedenti, con un minimo di 255,53 € e un massimo di 817,69 € mensili (2026).
No, non sono previsti accrediti contributivi.
Entro il 31 ottobre di ogni anno. Puoi farlo anche tramite Patronato.
In caso di chiusura durante il periodo di erogazione, si decade dal diritto e si devono restituire le somme percepite successivamente alla cessazione.