Il percorso formativo congiunto tra INPS e Patronati sulla Riforma della disabilità arriva alla sua quinta tappa nazionale a Roma, dopo gli incontri di Firenze, Bologna, Lamezia Terme e Brescia. L'appuntamento romano, cui ha partecipato anche Valeria Vittimberga, direttrice generale di INPS – si colloca in un momento cruciale della fase di sperimentazione: a partire da marzo, infatti, le nuove procedure coinvolgeranno altre 40 province, inclusa la capitale, arrivando a interessare oltre la metà del territorio nazionale.

Roma: banco di prova della sperimentazione
“La capitale è la prima grande città in cui si avvia la sperimentazione – spiega Fabrizio Baiocchi, coordinatore regionale del Lazio di INCA CGIL – Parliamo di numeri importanti: solo nel 2025 ci sono state 262 mila domande per il riconoscimento dell’invalidità civile. In una situazione così complessa, i Patronati sono pronti a fare la loro parte. È vero che è il legislatore ci aveva inizialmente escluso dalla partita, ridimensionando il nostro ruolo, ma da gennaio 2025 ad oggi è emerso che nei territori coinvolti la trasmissione dei dati socio-sanitari è avvenuta per la stragrande maggioranza tramite patronato. Cittadine e cittadini continuano a rivolgersi ai patronati per la gestione di una pratica così complessa e delicata.”
Il ruolo degli Enti di Patronato
Presente, durante i lavori, una delegazione di INCA Lazio e Nazionale. La terza giornata di formazione si è svolta presso la sede di INCA CGIL a Piazza Vittorio, a Roma. Serena Stellon, direttrice provinciale di Roma di INCA CGIL –ha illustrato il modello organizzativo territoriale proposto dal Patronato per la presa in carico della persona con disabilità e non autosufficiente.

“Possiamo continuare a fare la differenza per una gestione a 360 gradi della condizione di disabilità - aggiunge Serena Stellon – I nostri uffici – continua Stellon – aiutano le persone non solo per il riconoscimento della disabilità, ma le supportano anche nel caso in cui, ad esempio, questa sia collegata a possibili danni da lavoro, garantendo una tutela completa dei diritti”.
In questo contesto, Roma rappresenta un banco di prova determinante per testare la tenuta del nuovo modello organizzativo di fronte al cambiamento delle modalità di accesso ai diritti.



