Si è svolta a Roma, presso il Centro Congressi Frentani, la giornata di approfondimento promossa da SLC CGIL dedicata alle condizioni di lavoro e di tutela previdenziale nel settore dello spettacolo. Un appuntamento partecipato, in presenza e online, che ha messo al centro l’esperienza concreta delle lavoratrici e dei lavoratori e il lavoro quotidiano di chi, come INCA CGIL, opera per rendere effettivi diritti spesso negati o ostacolati da norme inadeguate.
La giornata è stata introdotta da Sabina Di Marco, segretaria nazionale SLC CGIL, che ha chiesto un tavolo di merito che consenta di entrare nelle singole specificità e casistiche, composto dal ministero della Cultura, da quello del Lavoro e dall'INPS, insieme alle organizzazioni sindacali, con l'obiettivo di suggerire al legislatore i parametri su cui intervenire.

A seguire Eliana Como, ricercatrice della Fondazione Di Vittorio, coordinatrice della ricerca "Scena e schermo", promossa con SLC, da cui è emerso uno scenario fatto di contratti discontinui, prove non pagate, difficoltà a programmare gli impegni futuri, necessità di svolgere più lavori contemporaneamente e incertezza di reddito e tutele per i periodi di non lavoro.
Ammortizzatori sociali inadeguati alla discontinuità del lavoro
Sul fronte del sostegno al reddito, Giuseppe Colletti, responsabile Sicurezza sociale di INCA CGIL, ha evidenziato le forti criticità degli strumenti oggi esistenti. La Naspi, pensata per il lavoro dipendente standard, risulta spesso inaccessibile per chi alterna brevi ingaggi a lunghi periodi di inattività. Anche l’Indennità di discontinuità (Idis), pur nata per il settore, presenta requisiti stringenti e un perimetro limitato, come dimostra il basso numero di domande accolte.

Un quadro che conferma l’urgenza di ripensare gli ammortizzatori sociali affinché rispondano davvero alla realtà lavorativa dello spettacolo, superando logiche che continuano a escludere una parte significativa delle lavoratrici e dei lavoratori.
Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo: una tutela da rafforzare
Nel suo intervento, Maria Rita Gilardi, funzionaria del Dipartimento Previdenza di INCA CGIL, ha ricostruito il funzionamento e le specificità del Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (Fpls), confluito in INPS dopo la soppressione dell’Enpals. La complessità normativa e la frammentazione dei percorsi lavorativi rendono spesso difficile l’accesso ai diritti previdenziali, rafforzando il bisogno di assistenza qualificata e di un presidio costante come quello garantito da INCA.

Previdenza e contenzioso: quando la tutela passa dai tribunali
L’intervento di Amos Andreoni, docente universitario e avvocato del collegio legale di INCA CGIL, ha ripercorso alcune importanti vicende giudiziarie che testimoniano il valore dell’attività istruttoria e legale del Patronato. Dalle pronunce della Cassazione sul diritto alla totalizzazione dei periodi di lavoro svolti nell’Unione europea, fino ai casi di riconoscimento dell’attività lavorativa nello spettacolo nonostante errori di inquadramento e omissioni contributive, emerge un dato chiaro: senza un’azione competente e collettiva, molti diritti resterebbero solo sulla carta.

Andreoni ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi di un contenzioso avviato senza un’adeguata valutazione tecnica, sottolineando come il lavoro del patronato sia fondamentale anche nel selezionare i casi realmente tutelabili, nell’interesse non solo del singolo ma dell’intero settore.
I numeri INPS sulle lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo
Ma come stanno, oggi, i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo, anche rispetto agli anni scorsi? La fotografia di quel che sta succedendo nel settore è stata illustrata da Ezio Cigna, responsabile politiche previdenziali della CGIL. L'analisi dei dati INPS aggiornati al 2024 rivela un settore dello spettacolo segnato da una profonda instabilità strutturale, dove la ripresa dopo la pandemia appare fragile e non lineare. Nonostante il numero di occupati (oltre 340 mila) e le retribuzioni complessive (quasi 4 miliardi di euro) siano superiori ai livelli del 2019, segnano un arretramento rispetto agli ultimi anni. Il nodo critico resta la discontinuità lavorativa: la quantità di giornate retribuite è sì tornata ad avvicinarsi ai livelli pre-crisi, dopo il brusco calo post-pandemia, ma registra ancora numeri più bassi. I dati confermano carriere frammentate che penalizzano la maturazione del diritto alla pensione. Cigna ha inoltre evidenziato pesanti disparità: il lavoro autonomo è il più esposto ai redditi bassi e alla precarietà, mentre le donne subiscono un progressivo allontanamento dal settore con l'avanzare dell'età. Una frammentazione, quella che emerge, che rischia di condannare migliaia di lavoratrici e lavoratori a pensioni di povertà, rendendo urgenti misure come la pensione di garanzia e un rafforzamento dell'indennità di discontinuità.

Un impegno che continua
L'incontro, concluso dall'intervento di Riccardo Saccone, segretario generale di SLC, ha fatto emergere l’impegno condiviso a proseguire il lavoro di analisi, tutela e proposta. Per INCA CGIL, questo significa continuare a essere un punto di riferimento per le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo: nella consulenza previdenziale, nella difesa dei diritti, nel contenzioso e nella costruzione di un sistema di protezione sociale più equo e coerente con la realtà del settore.




