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Il danno differenziale

Il “danno differenziale” è rappresentato da quelle componenti di danno alla salute di un cittadino che abbia subito un infortunio sul lavoro o soffra di una malattia professionale che non sono soddisfatte dall’intervento dello Stato (art. 38 Costituzione), attraverso l’assicurazione Inail.

Schematicamente quindi : Danno differenziale = Risarcimento civilistico – Indennizzo Inail

Anche dopo l’entrata in vigore del Decreto leg.vo 38/2000, che ha ampliato l’intervento indennitario dell’Inail estendendolo al danno biologico, sussiste comunque un danno biologico differenziale tutelabile nei confronti del responsabile dell’infortunio o della malattia.

Le prestazioni erogate dall’Inail infatti sono per la loro specifica natura indipendenti dall’esistenza di un illecito civile e non coprono componenti fondamentali di danno quali:

    -il danno biologico temporaneo

   - il danno morale

   - il danno biologico permanente fino al 5% compreso

   - il danno biologico da morte

   - il danno esistenziale.

Inoltre le tabelle Inail per il danno biologico non ne esauriscono il ristoro in quanto vi è o può esservi la differenza ai fini risarcitori tra danno alla salute e danno biologico tabellato, ovvero tra una valutazione prettamente individuale dei pregiudizi che la menomazione ha cagionato e quella statica, con indici fissi generalizzati e quindi suscettibili di una “personalizzazione standardizzata”.

Ne consegue che, sulla base di tale normativa e in considerazione della diversa natura delle prestazioni Inail, in caso di infortunio sul lavoro o di malattia professionale rispetto al risarcimento del danno dell’infortunato, spetta al lavoratore il diritto di agire in giudizio onde ottenere il risarcimento del danno c.d. differenziale dal datore di lavoro in relazione all’ipotesi in cui l’ammontare del danno, liquidato secondo gli ordinari criteri civilistici, sia di importo superiore alla liquidazione in capitale o alla rendita erogata dall’Inail.


Perché tutelare il danno differenziale

   - Perché limitare l’intervento della nostra organizzazione alla sola tutela previdenziale significa precludere ai lavoratori vittime di infortunio o di una malattia professionale, dovuto a responsabilità di terzi, di vedere soddisfatti diritti primari previsti dalla stessa Costituzione ( art.32).

   - Parlare di prevenzione senza preoccuparsi di sanzionare i comportamenti scorretti del datore di lavoro è una contraddizione in termini.

   - La tutela risarcitoria è strettamente collegata all’obiettivo della prevenzione.