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Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è il trattamento vitalizio spettante a seguito di collocamento a riposo d'ufficio per il raggiungimento dei limiti d'età, in presenza di una data anzianità contributiva.
Viene considerato pensione di vecchiaia anche il collocamento a riposo d’ufficio per raggiunti limiti massimi di servizio, vale a dire 40 anni di anzianità contributiva.

Requisiti anagrafici e di servizio
Dal 1/1/2012 l’età richiesta per la pensione di vecchiaia è di 65 anni sia per gli uomini che per le donne.

Le dipendenti di amministrazioni o enti che maturano i requisiti, vale a dire 60 anni di età nel 2009, 61 nel 2010 e nel 2011 ed hanno raggiunto il requisito minimo di 20 anni, sono derogate dall'aumento dell'età pensionabile.
L'innalzamento non si applica alle lavoratrici del parastato (INPS, INAIL) e alle dipendenti di Poste Italiane e Ferrovie dello Stato.
Per alcuni profili professionali che operano in specifici ambiti della pubblica amministrazione( vigili del fuoco, polizia di stato, carabinieri etc,), la pensione di vecchiaia si consegue al compimento di un’età anagrafica ridotta.

Il requisito minimo di servizio (contribuzione) per il diritto alla pensione di vecchiaia è stato nel tempo gradualmente elevato da 15 anni a 20 anni.
Resta confermato  il previgente limite di 15 anni per:

  - i lavoratori privi di vista
  - i lavoratori che al 31-12-92 potevano già vantare 15 anni di assicurazione e di contribuzione
  - i dipendenti già iscritti all'Inpdap alla data del 31 dicembre 1992

Per la determinazione dell’anzianità contributiva, ai fini sia del diritto che della misura di qualsiasi trattamento di pensione, le frazioni di anno non sono più arrotondate per eccesso o per difetto.
Si arrotonda soltanto la frazione di mese (16 giorni = un mese).

I servizi
Ai fini del diritto e della misura della pensione va assunta la nozione di servizio utile, nella quale vengono  ricompresi i periodi di servizio effettivo e gli aumenti di servizio.
Nel computo dell’anzianità complessiva di servizio vanno pertanto considerati:

 - i servizi prestati con obbligo iscrizione Inpdap
 - i servizi riscattabili (con onere)
 - i servizi ricongiungibili (con onere e senza onere)
 - il servizio militare o equiparato
 - i periodi di contribuzione figurativa
 - i periodi di contribuzione volontaria
 - i periodi esteri computabili in regime di totalizzazione
 - gli aumenti di servizio

In linea generale, gli aumenti o maggiorazioni di servizio sono riconosciuti in considerazione  dell’appartenenza a specifici settori  della pubblica amministrazione (es. forze armate, corpi di polizia), ovvero in virtù dell’attività espletata (es. impiego in sedi disagiate).
Un’altra tipologia di maggiorazione è quella che viene attribuita per menomazioni dell’integrità psico-fisica (es. non vedenti, sordomuti, invalidi). 
Dall’1.1.1998, gli aumenti di servizio non possono eccedere il limite massimo di 5 anni nell’intero arco della vita lavorativa.

Trattenimento in servizio
Una serie di norme consente ai dipendenti pubblici di continuare l’attività lavorativa oltre il limite di età pensionabile.
In particolare, si può chiedere di restare in servizio:

  - per un biennio successivo all’età pensionabile (art. 16 Dlgs 503/92) previo accoglimento da parte dell'ente datore di lavoro;
  - fino al 70° anno età al fine di  maturare i  requisiti minimi di servizio (art. 509, c.3, Dlgs n. 297/94)


Decorrenza
La prima decorrenza utile per andare in pensione si apre dopo 12 mesi dal giorno in cui si sono perfezionati i requisiti sia anagrafici che contributivi.

Ad esempio, un lavoratore dipendente della pubblica amministrazione con 65 anni di età e 20 anni di contribuzione al 15 febbraio 2011 potrà andare in pensione dal 16 febbraio 2012.

Tale regime di decorrenze si applica a coloro che maturano i requisiti a partire dal 1/1/2011; coloro che hanno maturato il requisito entro il 2010, pur senza richiedere la pensione, conservano le "finestre trimestrali" previste dalla precedente normativa.

Per il personale della scuola la pensione di vecchiaia decorre dall’inizio dell’anno scolastico (1°  settembre o 1° novembre) successivo alla data di compimento dell’età pensionabile.
Se il compimento dell’età avviene nel periodo compreso tra l’inizio dell’anno scolastico e il 31 dicembre, il soggetto interessato può a domanda, da presentarsi tassativamente entro il termine, stabilito annualmente con decreto(in genere intorno alla metà del mese di gennaio),  essere collocato  a riposo a decorrere dall’inizio dell’anno scolastico, senza dover attendere il compimento dell’età.


Il diritto a pensione nel sistema contributivo
Per i dipendenti destinatari del sistema contributivo - vale a dire i soggetti di prima occupazione successiva al 1995 ovvero i lavoratori con meno di 18 anni di servizio alla data del 31.12.1995 che optano per il sistema contributivo - il diritto alla pensione di vecchiaia si consegue, nella generalità dei casi, con 65 anni di età e almeno 5 anni di anzianità contributiva.

Il diritto alla pensione di vecchiaia si consegue inoltre sulla base dei requisiti di età, contribuzione e quota previsti per il pensionamento di anzianità.

In caso di pensionamento di vecchiaia con età inferiore a 65 anni è richiesto inoltre il requisito dell'importo di pensione non inferiore a 1,2 volte l'assegno sociale.

Cumulo
Dal 1 gennaio 2009 la pensione di vecchiaia è interamente cumulabile con i redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa, sia autonoma che dipendente.


Integrazione al trattamento minimo
Alle pensioni di vecchiaia liquidate con il sistema retributivo e misto, in presenza di determinate condizioni di reddito personale e coniugale, si applicano le disposizioni in materia di integrazione al trattamento minimo.