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Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è una prestazione cui si accede al perfezionamento di  due requisiti: il raggiungimento dell’età pensionabile e l’accredito di una determinata contribuzione. Per i dipendenti sussiste l’ulteriore requisito della cessazione del rapporto di lavoro.

Assicurato che ha iniziato l’attività lavorativa prima del 1996

Età pensionabile
L’età pensionabile per i lavoratori dipendenti assicurati all’Inps è pari a 60 anni per le donne e 65 per gli uomini. Tale età per le donne deve essere interpretata solo come opportunità  in quanto anche le donne, per il principio di parità, hanno il diritto di poter lavorare fino al compimento del sessantacinquesimo anno di età come gli uomini.

Deroghe
I lavoratori dipendenti non vedenti dalla nascita, o tali prima dell’inizio dell’assicurazione, o che possano comunque far valere almeno dieci anni di assicurazione e contribuzione in tale condizione, possono accedere al pensionamento all'età di 55 anni se uomini e di 50 se donne. I non vedenti che non rientrano in queste categorie e gli invalidi in misura non inferiore all'80% (con riconoscimento da parte dell'INPS) possono andare in pensione a 60 anni se uomini e 55 se donne.

Requisito assicurativo e contributivo
Il requisito di assicurazione e contribuzione richiesto sia ai lavoratori dipendenti che a quelli autonomi, dal 1° gennaio 2001 è pari a 20 anni.

Deroghe
Per i lavoratori con 15 anni di contribuzione al 31.12.92 e per coloro che entro la predetta data erano stati autorizzati ai versamenti volontari il requisito è pari a 15 anni di contributi.
Il requisito dei 15 anni vale anche per i lavoratori dipendenti in possesso di almeno 25 anni di assicurazione di cui almeno 10 coperti da contributi per meno di 52 settimane.
I lavoratori dipendenti che, coinvolti sia nell'aumento dell'età pensionabile che del requisito contributivo, non raggiungono quest'ultimo all'età prevista, potranno far riferimento ad un "requisito personalizzato".

Decorrenza della pensione     
Per i lavoratori che maturano il diritto a pensione di vecchiaia dal 1° gennaio 2011 sono state introdotte le "finestre" (decorrenze) a scorrimento o "personalizzate".

La prima decorrenza utile per andare in pensione scatta dopo 12 mesi dal perfezionamento dei requisiti; per esempio, un lavoratore con 65 anni di età e 20 anni di contribuzione al febbraio 2011, potrà andare in pensione dal 1° marzo 2012.

Le nuove “finestre” non si applicano ai lavoratori che:

 - hanno maturato i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2010 (ad essi si applicheranno le precedenti finestre trimestrali).

Cumulo pensione e reddito da lavoro 
Dal 1.1.2001 la pensione di vecchiaia, anche se con decorrenza precedente,  è totalmente cumulabile con i redditi di lavoro dipendente o autonomo (Legge 388 del 2000 art. 72). L'attività di lavoro prestata dopo la decorrenza della pensione garantisce il diritto alla liquidazione, su richiesta dell’interessato, di supplementi di pensione.

Trattamento minimo 
L' importo della pensione (calcolato con il sistema retributivo o misto), se inferiore all'importo del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, è integrato fino al  trattamento minimo (TM) stesso. Per avere diritto all'integrazione il soggetto richiedente deve soddisfare un doppio requisito reddituale: personale (non superiore a 2 volte l'importo del TM in vigore nel FPLD al 1° gennaio dell'anno di decorrenza); coniugale (non superiore a 4 volte lo stesso TM). Adranno considerati a tal fine tutti i redditi assoggettabili all'Irpef esclusi quelli relativi alla casa di abitazione, ai trattamenti di fine rapporto, agli arretrati in genere. Per l'anno 2011 l'importo del trattamento minimo è di 6076,59 euro annui, ovvero 467,43 euro al mese.


Assicurato privo di anzianità contributiva al 31/12/1995

Le prestazioni di coloro i quali non risultino assicurati prima del 1996 sono regolate dalle norme del sistema contributivo, dettate dalla legge 335/95. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, nel contributivo i requisiti sono i seguenti:

 - 5 anni di contributi effettivi;
 - almeno 60 anni per le donne e 65 per gli uomini(dal 1° gennaio 2008);
 - si prescinde dal requisito anagrafico se si è in possesso di un’anzianità contributiva pari a 40 anni (nel calcolo dei 40 anni i periodi lavorati prima dei 18 anni di età vengono maggiorati di una volta e mezza mentre non si tiene conto, ai fini del diritto, dei versamenti volontari);
 - se si ha un’età inferiore a 65 anni occorre anche soddisfare la condizione che l’importo della pensione sia almeno pari a 1,2 volte l’importo annuo dell’assegno sociale;
 - le lavoratrici madri possono anticipare l’età minima pensionabile di 4 mesi per ogni figlio nel limite massimo di 12 mesi oppure aumentare di un anno il coefficiente di trasformazione (cioè di calcolo) in presenza di uno o due figli o di due anni con tre o più figli.


Ulteriori modalità di pensionamento di vecchiaia contributiva
Oltre che con il requisito del raggiungimento dell’età pensionabile o dell’anzianità massima contributiva di 40 anni indipendentemente dall’età anagrafica, un’altra possibilità di pensionamento è offerta dal raggiungimento di un determinato requisito anagrafico contestualmente al possesso dell’anzianità contributiva minima di 35 anni, come da seguente tabella: