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Pensione di anzianita'

La pensione di anzianità è una prestazione di natura economica e previdenziale erogata in favore dell’iscritto – assicurato prima del 1996 – che ha maturato il limite minimo di età anagrafica e/o di anzianità contributiva, prima del raggiungimento dell’età pensionabile.

Dal 1° luglio 2009, oltre ai requisiti dei 35 anni e dell'età, è stato introdotto il sistema delle “quote” date dalla somma dell’anzianità contributiva e dell’età anagrafica, come da seguente tabella:


Requisiti pensione di anzianità - La "quota"



I lavoratori autorizzati al versamento volontario dei contributi entro il 20 luglio 2007 mantengono i requisiti previsti dalla precedente normativa (35 anni e 57 di età).
La "quota" si può perfezionare anche con  le frazioni di età e di anzianità contributiva (es. 59 anni e 6 mesi di età + 35 anni e 6 mesi di contribuzione = "quota 95").
Ai fini del diritto a pensione, nel calcolo dei 35/36 anni non vengono presi in considerazione i contributi figurativi per malattia e disoccupazione, tranne i trattamenti di disoccupazione speciale  in agricoltura e quelli  successivi al 2000 di disoccupazione speciale edile.
I periodi di malattia retribuiti dal datore di lavoro in misura ridotta, diversamente dai periodi di malattia per i quali non sussiste alcuna retribuzione (cioè senza integrazione da parte del datore di lavoro), sono utili ai fini del diritto alla pensione di anzianità.
Ai fini del perfezionamento della maggiore anzianità contributiva (40 anni) va computata anche la  contribuzione  figurativa per malattia e disoccupazione, fermo restando che, in ogni caso, deve risultare contestualmente perfezionato anche il requisito dei 35 anni di contribuzione utile per il diritto a pensione.

Dal 1 gennaio 2009 si potranno accreditare nell'arco della vita lavorativa fino a 96 settimane di malattia.
Per il diritto alla pensione di anzianità i periodi figurativi computabili ai lavoratori con inizio assicurazione nel periodo 1993-1995 non possono superare 5 anni.
Per il conseguimento del diritto a pensione viene richiesta anche la cessazione dell’attività lavorativa dipendente.
La pensione potrà decorrere dopo 12 mesi dal perfezionamento dei requisiti.
I dipendenti che raggiungono il requisito contributivo con i contributi delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (gestioni degli artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) non ricongiunti potranno accedere alla pensione di anzianità dopo 18 mesi dalla maturazione dei requisiti.

Sono esclusi dalle nuove finestre i lavoratori che hanno maturato i requisiti per il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2010.
In via sperimentale, dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2015, le lavoratrici dipendenti che hanno maturato 35 anni di contribuzione e 57 anni d’età possono accedere al pensionamento di anzianità  optando per il sistema di calcolo contributivo.
Il trattamento pensionistico, in questo caso, sarà calcolato con il sistema di calcolo contributivo.
 
La scelta del sistema di calcolo contributivo va effettuata al momento del pensionamento.


 
Cumulo pensione di anzianità e reddito da lavoro
Dal 1 gennaio 2009, ai sensi dell'art. 19 del decreto legge n.112 del 2008, convertito in legge n. 133/2008, è abolito il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro dipendente ed autonomo. Pertanto, a partire dal 1 gennaio 2009, tutte le pensioni di anzianità sono cumulabili con qualsiasi tipologia di reddito da lavoro.

L'attività di lavoro prestata dopo la decorrenza della pensione garantisce il diritto alla liquidazione, se richiesta dall'interessato, di supplementi di pensione.