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La legge n. 214 del 22.12.2011 (“manovra Monti “) ha modificato profondamente il sistema pensionistico italiano. La Cgil ha espresso un giudizio negativo sulla legge perché sottrae risorse alla previdenza e produce effetti molto pesanti sui giovani, i lavoratori e le lavoratrici, i pensionati.  Conservano la vecchia normativa i lavoratori e le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2011 hanno già maturato il diritto a pensione, i lavoratori posti in mobilità lunga o ordinaria con accordi sottoscritti entro il 4 dicembre 2011, i titolari , alla stessa data, di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, i lavoratori e le lavoratrici autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi, i dipendenti pubblici esonerati, i lavoratori usurati . La salvaguardia, tuttavia, non é assoluta poiché dipenderà dalle risorse finanziarie rese disponibili dalla legge.

I lavoratori e le lavoratrici che manterranno le vecchie norme sono quelli indicati, nel numero massimo di 65.000, nel decreto interministeriale 1 giugno 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 24 luglio 2012. Per maggiori informazioni vedi in home page "Esodati.C'é posta per voi". Inoltre,è in uscita un secondo decreto ministeriale, che dovrebbe garantire il mantenimento delle vecchie regole pensionistiche ad ulteriori 55.000 lavoratori. Nella legge di Stabilità 2012 é previsto un terzo nucleo di lavoratori salvaguardati dalle nuove norme, circa 10.000 persone, che si aggiungeranno ai 120.000 inizialmente previsti.

I lavoratori che al 31 dicembre 1995 avevano meno di 18 anni di contributi potranno continuare ad optare per il calcolo di pensione con il sistema contributivo se hanno almeno 15 anni di contributi di cui 5 o più successivi al 31.12.1995.

Viene confermato che i lavoratori e le lavoratrici che svolgono attività usurante conservano il diritto a pensionarsi prima degli altri lavoratori e mantengono il sistema delle “finestre” (decorrenze). Tuttavia vengono innalzati bruscamente di 3 anni i requisiti di età anagrafica richiesti , con conseguente incremento della “quota”.

La recente legge n. 183/2011 ha incrementato di 1 punto percentuale le aliquote contributive dei lavoratori iscritti alla gestione separata.

Entro il 30.06.2011 i fondi previdenziali dei professionisti dovranno adottare provvedimenti per mettere in sicurezza i loro bilanci con l'equilibrio tra entrate e spese per prestazioni.

Sono stati esclusi dalle nuove norme fissate dalla legge gli appartenenti alle forze armate, ai corpi di polizia, al corpo dei vigili del fuoco e i lavoratori occupati in miniere, cave e torbiere; per essi é previsto un provvedimento di armonizzazione dei requisiti pensionistici, che verrà emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze.

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