La ricerca condotta dall’Osservatorio sulla Sicurezza di Vega Engineering ha stilato una nuova mappatura dell’emergenza basata sul rapporto tra infortuni mortali e lavoratori occupati, relativa ai primi cinque mesi dell'anno.
Sale a 192 il numero delle vittime del lavoro in Italia, solo nel mese di maggio sono stati 51 i morti per infortunio nel nostro Paese. Un vero e proprio bollettino di guerra che vede in cima alla triste graduatoria della tragedia la Lombardia con 34 morti e il 17 per cento di tutti gli incidenti mortali sul lavoro verificatisi in Italia nei primi mesi del 2010, seguita dal Veneto (19 casi) e dalla Puglia (17).
Ed è ancora una volta l’agricoltura a proporre lo scenario peggiore. Perché è ancora sui campi, utilizzando macchinari pesanti e praticando percorsi piuttosto accidentati che si verifica il maggior numero di morti (38%) tanto da segnalare così un incremento nell’incidenza rispetto al mese di aprile quando le morti degli agricoltori arrivavano a rappresentare il 31,9 per cento degli infortuni mortali sul lavoro. Segue il settore delle costruzioni che continua ad essere in cima alla graduatoria con il 21,4 per cento dei casi.
L’Osservatorio sulla Sicurezza va oltre nell’indagare l’emergenza delle morti sullavoro con l’identikit anagrafica delle vittime. Ad essere più colpita è la fascia di lavoratori ultrasessantenni (circa un terzo delle vittime registrate da gennaio a maggio). Seguita da quelli che hanno un’età compresa tra i 40 e i 49 anni (47 le vittime da gennaio a maggio).