Skip Navigation LinksHome Page > News > 13-07-2010

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Una bella vittoria per le neo mamme

Inca: per un pieno riconoscimento dei diritti

Una bella vittoria quella dell’avvocato Gabriella Del Rosso, legale dell’Inca Cgil Toscana, che ha vinto la causa promossa contro l’Inps, per tutelare i diritti di una giovane donna alla quale era stato negato il prolungamento del congedo di maternità (successivo al periodo obbligatorio), dopo un parto prematuro di  tre mesi e mezzo di anticipo rispetto alla data naturale, per assistere il proprio bambino rimasto in  terapia intensiva neonatale per 146 giorni.
La sentenza n.1793 del Tribunale di Firenze ha stabilito che il congedo di maternità deve partire dal giorno di dimissione dall’ospedale del neonato e non dalla data del parto prematuro. La giovane, dipendente di un’azienda privata, aveva chiesto all’Inps e al suo datore di lavoro il prolungamento dell’astensione obbligatoria (cinque mesi) fino a comprendere la permanenza in ospedale del neonato.
Le cose però sono andate diversamente. Per poter assistere il bimbo, che tre volte a settimana doveva essere sottoposto alle visite di controllo, la donna ha utilizzato sei mesi di congedo parentale con uno stipendio ridotto al 30 per cento e successivamente è stata costretta a licenziarsi perché il datore di lavoro non le ha voluto concedere il part-time. La neo mamma, nonostante l’amarezza per la perdita del lavoro, si è dichiarata comunque soddisfatta della sentenza che rappresenta un risultato importante per tutte le altre donne in analoghe situazioni.
L’avvocato Gabriella Del Rosso, nel commentare la decisione del Tribunale di Firenze, ha sottolineato che “ anche se l’Istituto previdenziale pubblico dovesse fare ricorso, questo pronunciamento segna un passo in avanti importante che certamente farà giurisprudenza, colmando un vuoto legislativo, ma anche sociale, vista la totale assenza di associazioni per la tutela delle donne che partoriscono prematuramente. Una sentenza che contribuisce a sottolineare, ancora una volta, come sia necessario abbattere le barriere che impediscono il pieno riconoscimento dei diritti”.


     
13/07/2010