''Molti non lo sanno, ma chi ha lavorato, anche per brevi periodi, in Germania, ha diritto all'assistenza previdenziale tedesca''. Così l'ambasciatore tedesco a Roma, Michael Steiner, ha introdotto oggi una conferenza di presentazione di una campagna, lanciata dalla Drv Schwaben, il più grande dei quattro uffici di collegamento nei rapporti con l'Italia, che informerà gli ex immigrati italiani dei loro diritti a ricevere una pensione dallo Stato tedesco.
Oggi, sono 300 mila gli italiani - tra chi ancora vive all'estero e chi invece è rientrato in patria - titolari di una pensione tedesca. E il numero cresce, di anno in anno: si prevede che entro dieci anni, saranno almeno 350 mila. Ma non basta. Dagli anni Cinquanta circa 4 milioni di italiani sono emigrati in Germania, mentre circa 3,5 milioni di immigrati sono tornati in Italia dopo aver lavorato oltralpe. Di questi, solo una piccolissima parte percepisce una pensione per il lavoro svolto all'estero.
''Credo che almeno il 60% di chi è rientrato in Italia abbia diritto alla previdenza tedesca'', ha spiegato Raimund Spies, dirigente della Drv Schwaben, sottolineando come ''molti non possono percepire alcuna assistenza perchè non hanno lavorato da dipendenti, perchè lo hanno fatto in nero, o perchè si sono trasferiti all'estero continuando a versare contributi in Italia''. Ma, ''soprattutto nel Mezzogiorno, molti non sanno che, anche per lavori di breve periodo, possono presentare domanda per la pensione tedesca poco prima del compimento del 65esimo anno di età'', recandosi alle sedi Inps o Inpdap competenti, ha ribadito Spies, annunciando che la campagna informativa partira' proprio dal Sud, da Palermo, nel corso dei prossimi mesi.
L'individuazione di chi ha lavorato in Germania prima del 1973 - quando nello Stato teutonico e' stato introdotto un sistema di registrazione automatizzata - sarà possibile grazie alla stretta il quale, grazie alla creazione di un nuovo sistema telematico, sarà possibile scambiarsi le informazioni sugli assicurati in maniera rapida e sicura. ''Simili collaborazioni testimoniano che una vera Europa sta nascendo'', ha evidenziato Steiner.
Un'Europa che parte non dagli uffici di Bruxelles, ma ''dal basso, da chi, lavorando in Germania, ha contribuito al miracolo economico del nostro Paese'', ha concluso Spies.