"Solo qualche aggiustamento": il disegno di legge sulla tutela per le vittime dell'amianto non può aspettare altro tempo, "occorre procedere speditamente". E' stato questo l'appello rivolto dai sindacati ai senatori della Commissione Lavoro, nel corso dell'audizione sul provvedimento.
"Bisogna definire alcune priorità, altrimenti il rischio è che si rompa tutto l'impianto e si debba ricominciare da zero - ha detto il segretario confederale della Cisl, Fulvio Giacomassi -. "Siamo ormai dentro la fase in cui è previsto il picco delle manifestazioni di tutte le tipologie di malattie connesse all'esposizione dell'amianto".
Sulla stessa linea la Cgil: "occorre procedere speditamente", ha detto Claudio Falasca, coordinatore del dipartimento ambiente e territorio della Cgil, che ha assicurato: "c'è stata grande condivisione sul testo, è stato fatto notare solo qualche aggiustamento". Ma per la Ciu, la confederazione italiana di unione delle professioni intellettuali, servono, invece, alcune modifiche importanti, pena l'esclusione dei lavoratori pubblici dalle tutele previste dal disegno di legge.
L'associazione ha, infatti, fatto appello ai senatori affinché nel testo si faccia esplicito riferimento agli statali. Bisogna ''aggiungere un comma che preveda la reale equiparazione di trattamento dei lavoratori del pubblico impiego a quelli del privato", ha sottolineato la Ciu.
Mentre il Parlamento lavora per sfornare una legge quadro, nelle aule giudiziarie i processi per le vittime dell'amianto continuano. A Torino il dibattimento contro i vertici dell'Eternit, accusati di aver recato danni a quasi 3 mila lavoratori, riprenderà tra pochi giorni. Ma anche i casi che aspettano una soluzione sono tanti in tutta Italia, da Monferrato a Palermo. (ANSA).