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Immigrati e salute: gli irregolari come gli italiani

Indagine del Naga: malattie ginecologiche, cardiovascolari, metaboliche ed endocrine incidono allo stesso modo. Dalla Valle, direttore sanitario: "Confermata la teoria del migrante sano"

Nella sala d'aspetto di un pronto soccorso, tra italiani e immigrati irregolari, non ci sono differenze. Lo dimostra un'indagine del Naga, condotta in collaborazione con un gruppo di medici di Medicina generale dell'ospedale di Monza. "Non ci sono differenze significative circa le patologie riscontrate e i cittadini stranieri irregolari e nei pazienti italiani", spiega Guglielmo Meregalli, medico specialista in pneumologia e allergologia, volontario del Naga. I dati raccolti, precisa, hanno permesso di "sfatare i pregiudizi più diffusi in questi ambiti": smontando cioè l'idea che lo straniero sia portatore di patologie gravi e minacciose.

Lo studio del Naga ha messo a confronto 974 diagnosi effettuate nel mese di ottobre ai cittadini stranieri irregolari che sono stati curati presso l'ambulatorio del Naga con 981 diagnosi effettuate a pazienti italiani di pari età che si sono rivolti ad ambulatori di medicina generale di Monza. Malattie ginecologiche, cardiovascolari, metaboliche ed endocrine incidono egualmente nella popolazione italiana e in quella immigrata. Le malattie respiratorie invece, quelle gastroenteriche e psichiche, le malattie gravi sono invece meno presenti negli immigrati irregolari rispetto agli italiani. Tra gli stranieri invece sono più diffusi i dolori alle ossa, le malattie della pelle (queste ultime meno rilevanti in termini di salute).

"Questa ricerca permette di confermare la teoria del "migrante sano" -sottolinea Stefano Dalla Valle, della direzione sanitaria del Naga e coautore della ricerca-. Siamo di fronte a soggetti giovani, tendenzialmente sani, ma che si ammalano a causa delle difficili condizioni abitative e lavorative che devono affrontare". Precarie condizioni di vita, mancanza di informazioni e scarso accesso alle strutture sanitarie gravano pesantemente sul benessere degli immigrati, portando a esaurimento il "patrimonio di salute" di cui è portatore. (is)


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25/01/2010