Domani, 10 dicembre si terrà, per il secondo anno consecutivo, la giornata di mobilitazione internazionale per i diritti e la dignità delle persone anziane e dei pensionati italiani residenti all'estero. La mobilitazione è promossa dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil.
Delegazioni di pensionati e anziani italiani si recheranno presso le sedi consolari per illustrare i loro problemi e consegnare ai Consoli una lettera a firma dei tre segretari generali di Spi, Fnp e Uilp e dei tre presidenti dei patronati Inca, Inas e Ital. Nella lettera si chiede ai Consoli di farsi portavoce presso il Governo italiano dei bisogni e delle aspettative dei tantissimi anziani italiani emigrati all'estero che ancora oggi vivono in condizioni di povertà, difficolta' e disagio.
"Questa mobilitazione - si legge nel comunicato - si ripete per il secondo anno consecutivo perchè i tanti problemi dei nostri emigrati più anziani non riescono ancora a trovare risposte adeguate, anche se a parole tutti gli interlocutori (dal Governo, al Parlamento, all'Inps) con cui Spi, Fnp e Uilp si sono confrontati in questi mesi si sono dichiarati sostanzialmente concordi sulla necessità di adottare le misure chieste dai sindacati dei pensionati".
Tra le richieste, le sigle sindacali citano il riconoscimento dell'assegno di solidarieta' per gli anziani in condizioni di povertà nati in Italia e residenti all'estero, l'abrogazione del requisito di dieci anni di soggiorno continuativo in Italia per avere diritto all'assegno sociale, la soluzione dei problemi ancora presenti nel pagamento delle pensioni italiane all'estero, l'esenzione del pagamento della prima casa in Italia, se non affittata, anche per gli italiani all'estero, e la sanatoria "degli indebiti pensionistici maturati senza colpa dai pensionati all'estero".
Spi, Fnp e Uilp esprimono, inoltre, la propria preoccupazione per i nuovi tagli per gli italiani all'estero che si prospettano nella Finanziaria 2010, "soprattutto per quelli all'assistenza sanitaria e indiretta, importantissima per tanti nostri anziani,specialmente in Sud America".
(ANSA).