Con l'applicazione automatica dei nuovi coefficienti di calcolo del montante contributivo si perderà, dal 1 gennaio 2010 circa il 3-4% della pensione rispetto a chi lascia il lavoro oggi con il sistema misto (contributivo-retributivo). E la perdita secca sarà ancora più consistente rispetto a coloro che vanno in pensione con il sistema retributivo.
La denuncia arriva dalla Cgil che, in un convegno sul futuro delle pensioni, ha presentato i calcoli sulle ripercussioni dei nuovi coefficienti spiegando che chi va in pensione a 60 anni con 29 anni di contributi nel 2010 con il sistema misto perderà il 7,28% rispetto a chi ci andrà con il sistema retributivo, a fronte del 4,6% che perde chi va in pensione oggi con il sistema misto e i coefficienti attuali.
La Cgil, quindi, ha chiesto di modificare i criteri di calcolo dei coefficienti di trasformazione e di applicarli "pro quota" (solo per il montante contributivo dal 2010 in poi) e non retroattivamente su tutti i contributi.
Una soluzione che, secondo la Confederazine di Corso d'Italia, è possibile proprio applicando correttamente le regole del 1995 che hanno previsto il pro quota passando dal sistema retributivo al contributivo.
Per chi andrà in pensione con il solo sistema contributivo (assunto dopo il primo gennaio 1996), le ripercussioni della revisione dei coefficienti saranno più forti.
La Cgil fa l'ipotesi di una lavoratrice nata nel '49, impiegata con 30 anni di contributi. Uscendo nel 2009 con il sistema retributivo avrebbe una pensione di 1.877 euro, con il sistema misto di 1.818 e con il sistema contributivo di 1.416 euro (ipotesi di scuola dato che la lavoratrice lavora da prima del '95).
Con il sistema misto i nuovi coefficienti causerebbero una perdita di mensile di 55 euro e annua di 715 euro. "Su tutti questi temi il tempo stringe - ha detto la segretaria confederale, Morena Piccinini - la legge del 2007 prevedeva l'istituzione di una Commissione per verificare l'impatto dei nuovi coefficienti; quella Commissione non è stata mai attivata e il Governo si prepara a una applicazione automatica".
"Chiediamo - ha concluso Piccinini - un tavolo immediato per valutare le ripercussioni di questo cambiamento e per evitare che le pensioni si impoveriscano ancora. I soldi ci sono, i bilanci degli enti previdenziali sono in attivo". (ANSA).