Skip Navigation LinksHome Page > News > 17-11-2009

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INCA - Sugli infortuni non abbassiamo la guardia

Una strage infinita

Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, in un lancio di stampa, ha considerato "confortanti" i dati diffusi oggi dall'Inail sul calo degli infortuni sul lavoro nei primi 6 mesi del 2009" e ha ricordato che "gli infortuni mortali raggiunsero l'apice massimo nel '63 con 4.600 morti nell'anno: bisogna ricordarlo - ha proseguito Sacconi - nel momento in cui si scende sotto la soglia fatidica dei 1.000 morti" (nei primi 6 mesi del 2009 sono stati 490).

E’ un dato confortante  quello riferito alla diminuzione degli infortuni sul lavoro - ribatte Franca Gasparri del Collegio di Presidenza dell'INCA CGIL - ma il ministro sembra sottovalutare tre aspetti importanti quali quello della sottostima degli infortuni nel lavoro nero; di quelli trasformati in pratiche di malattia dagli stessi lavoratori, per la paura di ritorsioni da parte del datore di lavoro che si vedrebbe aumentare il premio INAIL e il calo degli occupati nel nostro Paese.

Inoltre - aggiunge la Gasparri -  è opportuno sottolineare non tanto quanti siano i morti sul lavoro, ma quanti quelli morti per il lavoro. Importanti studi in materia ci riportano infatti un dato che non dobbiamo assolutamente sotttovalutare quale quello che ad una morte dovuta ad infortunio sul lavoro ne corrispondano almeno quattro causate da malattie professionali.

Un dato - conclude la Gasparri - che è oltretutto sottostimato  per una serie di motivi tra cui,  i lunghi periodi di latenza di alcune patologie, le difficoltà di individuazione e accertamento del nesso causale ma anche  un significativo fenomeno di "sottodenuncia" da parte dei lavoratori e dei sanitari. Ci può essere utile, in questo senso non dimenticare le tragedie sul lavoro come quelle dell'Eternit di Casale Monferrato, ma anche di  Monfalcone,  Porto Marghera, Broni, Seveso, la Fibronit di Bari e tante altre ancora.

L’elenco di una strage infinita a cui il sindacato e il suo patronato rispondono ogni giorno con una difesa metodica e scrupolosa  in difesa della salute dei  lavoratori.