Skip Navigation LinksHome Page > News > 01-09-2009

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Immigrati. Primo giorno per  regolarizzare colf e badanti

Richiesti al Viminale quasi 8 mila moduli

All'una del pomeriggio di oggi erano già 7.846 i moduli richiesti per la regolarizzazione di colf, badanti e più in generale delle persone addette al lavoro domestico, mentre le domande effettivamente trasmesse erano già 3.135.

Al Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno ricordano che la procedura on line rimarrà attiva fino al 30 settembre. Le domande inviate finora riguardano soprattutto cittadini ucraini, le richieste più numerose provengono dalla provincia di Milano.

Nel quadro della procedura telematica per l'emersione del lavoro irregolare di colf e badanti, sono state inviate 2.853 e-mail di notifica e altrettante ricevute. Sono state effettuate connessioni da 38 comuni, 1.846 patronati e associazioni, 110 consulenti del lavoro, 5.831 privati.

La priorità delle domande è data dall'ordine di arrivo, ma non è condizionante perché, non essendoci quote, tutte le domande possono essere accettate e la ricevuta è un documento valido per la presenza legale in Italia dello straniero fino alla definizione della pratica.

L'interessato riceverà una e mail e, al massimo entro 72 ore, potrà scaricare la ricevuta vera e propria in formato Pdf". Lo dichiara il prefetto di Roma, Mario Morcone, Capo del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Viminale in merito alla procedura di regolarizzazione di circa 500 mila colf e badanti. Per gli italiani che hanno lavorato in nero spiega il prefetto " è previsto solo il pagamento dei 500 euro e la firma del contratto. La loro regolarizzazione non passa per il Ministero degli Interni ma per l'Inps".

La procedura di compilazione della domanda di regolarizzazione, sottolinea Morcone " dev'essere effettuata esclusivamente on line e prevede il versamento di un contributo di 500 euro che non sarà detraibile dalle tasse.

Il pagamento dev'essere effettuato on line in Banca o alla Posta. Al momento della convocazione allo sportello, se la domanda presenta degli errori, potrà essere corretta (se si tratta di errori materiali), altrimenti scattano sanzioni penali".

Nel caso in cui il lavoratore abbia smarrito il documento d'identità, precisa Morcone "va bene anche un documento scaduto o la denuncia di smarrimento. Non è necessaria la prova di quando si è entrati in Italia".

Per quanto riguarda i dati sul lavoratore e sul datore di lavoro, afferma Morcone "i dati sono conservati nel sistema informatico del Dipartimento libertà civili e immigrazione, non in quello della polizia criminale. Sono esclusi gli espulsi per motivi di ordine pubblico e i condannati per reati gravi".

"Il limite di regolarizzazione - conclude - è di due badanti e una colf. Per le badanti occorre un certificato medico attestante la condizione di bisogno del datore di lavoro e il contratto può essere stipulato per un minimo di 20 ore".

 

      (Adnkronos)