Skip Navigation LinksHome Page > News > 02-07-2009

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Parlamento UE - Scarsa presenza femminile dell'Italia

Parità. Un obiettivo ancora lontano

Le ultime elezioni europe, svoltesi tra il 4 e il 7 giugno in tutti gli Stati membri dell’Ue, porteranno alla nuova assemblea di Strasburgo, il prossimo 14 luglio, 736 eurodeputati: 258 donne e 478 uomini.

La distribuzione esatta dei seggi parlamentari sarà nota soltanto nel corso della tornata costitutiva del 14 luglio 2009, ma sulla base dei dati ufficiali del Parlamento europeo, che da ieri comprendono finalmente tutti i Paesi compresa l’Italia, le donne che siederanno a Strasburgo e a Bruxelles saranno il 35%.

Anche a livello europeo, quindi, la parità tra uomini e donne nelle istituzioni politiche è un obiettivo piuttosto lontano, anche se dei progressi significativi vengono registrati ad ogni tornata elettorale, fin dalla prima legislatura (1979-1984) quando le donne eurodeputate erano soltanto il 16%.

Quest’anno, però, si è registrato un fenomeno nuovo: per la prima volta i cittadini di due Paesi europei hanno eletto più donne che uomini. I 13 seggi parlamentari attribuiti alla Finlandia, infatti, saranno occupati in maggioranza da donne (62%). Lo stesso è accaduto in Svezia, dove 10 seggi su 18 (56%) saranno attribuiti a parlamentari donne.

Con oltre il 40% dei seggi, la presenza delle parlamentari donne è importante anche in Estonia (50%), Paesi bassi (48%), Bulgaria 47%), Danimarca 46%) e Francia (44%).

E l’Italia? Nonostante una campagna elettorale dominata, tra l’altro, dalle polemiche e dal gossip attorno alle candidature di alcune donne del mondo dello spettacolo, i deputati italiani che siederanno al Parlamento europeo saranno 54 uomini e soltanto 18 donne, ossia il 25%.

Con questi risultati, tra i 27 paesi Ue l’Italia si colloca, assieme a Irlanda e Lituania, al 22° posto della classifica della presenza femminile al Parlamento europeo. Peggio dell’Italia soltanto Polonia (22%), Repubblica Ceca (18%) e Malta, dove tutti e 5 i parlamentari eletti sono uomini.

Interessante vedere anche l’evoluzione della presenza femminile in Italia e negli altri Paesi.

In Germania, in 30 anni di Parlamento europeo la presenza delle donne è passata dal 15% al 37%. La Spagna, entrata nell’Ue soltanto nel 1989, la presenza delle donne è passata in 20 anni dal 15% al 36%. La Francia era al 22% nel 1979 ed è ora al 44%.

L’Italia, invece, aveva il 14% di donne nella prima legislatura del 1979. Poi la presenza è calata nelle tornate successive fino al 11% del 1999, per poi risalire al 21% del 2004 e al 25% del 2009.

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