"Noi educhiamo, non denunciamo! Tutte le bambine e i bambini hanno gli stessi diritti". E'questo lo slogan dell'appello all'obiezione di coscienza lanciato dal sindacato della conoscenza Cgil e dalla Confederazione che oppongono un deciso "no" alla segnalazione da parte degli insegnanti di alunni immigrati figli di genitori clandestini.
Riferendosi al ddl, già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera, che introduce il reato di soggiorno illegale, la Cgil afferma che "è chiara la posizione in cui si verrebbero a trovare i docenti e i dirigenti scolastici nel momento dell'esercizio della propria professione".
Anche la soppressione dell'art. 35, comma 5, del D.Lgs.286/1988 che prevedeva il divieto di segnalazione, da parte dei medici, dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno - fa notare la Cgil - produce effetti all'interno della scuola rispetto alle iscrizioni degli alunni immigrati che non avessero effettuato le vaccinazioni obbligatorie e che quindi debbono essere indirizzati alle strutture sanitarie per mettersi in regola".
La Cgil, nel considerare inaccettabile il disprezzo per la dignità e per i diritti delle persone contenuti in questo ddl, sottolinea l'evidente contraddizione tra "la tanto acclamata e propagandata volontà di inserire tra le materie scolastiche lo studio della Costituzione e la predisposizione di una legge che si pone agli antipodi di una normale lezione di educazione civica''.(ANSA).