"Idiritti siamo noi" - Roma, 1° e 2 dicembre, Salone delle Fontane, via Ciro il Grande, 10
La prima Rassegna delle buone esperienze di INCA CGIL ha lo scopo di far conoscere e valorizzare non soltanto al proprio interno, ma anche verso l’esterno, l’azione di tutela e il ruolo sociale del Patronato, ma anche di costruire un ponte verso le altre categorie della Confederazione. Questa iniziativa ha l’obiettivo di far emergere i punti di criticità dei rapporti tra l’INCA e gli Enti previdenziali che oramai da tempo mettono in sofferenza il buon funzionamento della macchina organizzativa del Patronato a detrimento dell’esigibilità dei diritti di cittadinanza e del mondo del lavoro.
La legge di riforma dei patronati (n.152 del 2001) ha confermato la funzione sociale svolta dai patronati per l’affermazione di un sistema di tutele in grado di rendere esigibili i diritti dei lavoratori e di tutti i cittadini. Un ruolo fondamentale e insostituibile, ulteriormente rafforzato dal nuovo regolamento approvato recentemente dal Ministero del Lavoro che amplia gli ambiti di azione e stabilisce regole trasparenti di comportamento valorizzando l’operato di quanti lavorano nel settore delle tutele individuali con professionalità, competenza e rispettando la missione principale che è quella di favorire gli interessi dei giovani, dei pensionati e dei lavoratori, affinché siano realmente esigibili i diritti lavoristici e di cittadinanza.
L’INCA, con i suoi 60 anni, è il primo patronato in Italia per volume di attività e per struttura organizzativa. Ogni anno, contatta più di 5 milioni di persone, con una mole di pratiche previdenziali e assistenziali che va oltre i 2 milioni.
All’estero, potendo contare su un numero di sedi nei principali Paesi verso i quali si è concentrato il fenomeno dell’emigrazione nei decenni passati (America Latina, Stati Uniti, Canada, Australia e nelle principali capitali europee), l’INCA assiste circa 600 mila italiani residenti all’estero che si rivolgono al patronato per essere tutelati dal punto di vista previdenziale. Questa attività rappresenta un ponte tra il nostro Paese e le tante esperienze che continuano a vivere nelle comunità sparse nel mondo.
L’INCA offre informazione, assistenza, tutela e consulenza non soltanto agli italiani. Da due anni si è affermata tra i principali interlocutori per i lavoratori stranieri, comunitari ed extracomunitari presenti in Italia, favorendone la loro integrazione. In virtù del primo protocollo firmato con il ministero dell’Interno, due anni fa l’INCA ha inoltrato circa 180 mila pratiche per i rilasci e rinnovi dei permessi di soggiorno e con l’ultimo decreto flussi del 2007 ha contribuito a facilitare l’inoltro di oltre 100 mila richieste di “nulla osta” al lavoro per conto di lavoratori stranieri. Un’attività per la quale il patronato non ha ricevuto alcun finanziamento pubblico e che ha svolto gratuitamente.
Soltanto con il nuovo regolamento sui patronati – approvato dal Ministero del lavoro dopo anni e anni di attesa – sia le pratiche sui ricongiungimenti familiari sia quelle per i rilasci e i rinnovi dei permessi di soggiorno sono state inserite nell’elenco delle prestazioni per le quali i patronati riceveranno risorse pubbliche.
Una decisione importante che oltre a rappresentare una ulteriore conferma del ruolo sociale svolto dai patronati e, in particolare dall’INCA, apre una fase nuova: infatti, si dà corpo a modi di essere dei patronati che renderanno complicate la vita e forse l’esistenza di quei tanti soggetti legittimati in questi anni, la cui funzione è stata quella di “fare affari” piuttosto che di difendere i diritti dei lavoratori stranieri in Italia.