“I cinquant’anni dell’Inca Svizzera rappresentano non una storia minore, di persone, di comunità e di organizzazioni. Si tratta, invece, di una storia maggiore perché la storia di un patronato è l’altra faccia della storia del lavoro, in particolare dei lavoratori italiani che sono venuti in questa terra a trovare dignità, tutela, condizione e prospettiva per la propria vita.” Comincia così l’intervento di Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, che ha concluso le celebrazioni per il 50 esimo anniversario dell’Inca Svizzera, che si sono svolte a Losanna il 22 settembre scorso.
“Il patronato significa ed è tante cose – ha detto Epifani - è servizio, tutela, accompagnamento; è la casa che “molti senza casa” sapevano di poter avere. E’ stata una straordinaria esperienza culturale di uomini e donne, di molte generazioni che sono passate, che si sono radicate e rinnovate e che hanno voluto mantenere il loro legame con le loro appartenenze. E’, in sostanza, la storia di una organizzazione per la quale il senso del proprio lavoro è stato ed è ancora quello di non lasciare mai solo e sola nessuno. Finché ci sarà in Svizzera, come negli altri paesi del mondo, qualcuno o qualcuna che non deve essere lasciato da solo, il nostro patronato avrà ragioni sufficienti per continuare ad operare in prospettiva; quindi non si tratta soltanto di storia passata e presente, ma anche di storia futura.”
Epifani, ha infine parlato della situazione italiana e in particolare del referendum del prossimo 8-10 ottobre per far approvare l’accordo raggiunto con il governo nazionale sul welfare. “Per la prima volta – ha annunciato il segretario generale della Cgil - abbiamo deciso di far partecipare al voto anche i nostri iscritti e i nostri pensionati all’estero. E’ una scelta utile e non averla già fatta in passato in altre circostanze è stato un errore. E’ un modo per riaffermare che loro fanno parte della Cgil e del mondo dei lavoratori, anche se non sono e non risiedono in Italia; ed è anche un modo per farli partecipare ad una grande consultazione democratica.”
Il segretario generale della Cgil, si è infine soffermato sulla prossima discussione parlamentare per l’approvazione della legge finanziaria. “Spero che la manovra di fine anno – ha detto - non comprenda tagli alle spese che riguardano le nostre reti consolari e le nostre associazioni all’estero. Se bisogna tagliare, occorre farlo in Italia e non invece su quello che si fa per i nostri concittadini, per i nostri connazionali, per i nostri lavoratori emigrati, per le nostre comunità, per le nostre ambasciate e per i nostri consolati; perché le nostre ambasciate e i nostri consolati rappresentano l’immagine dell’Italia nel mondo. Questo lo dico perché i disagi di chi ha queste responsabilità sono molti. Un paese serio e maturo taglia altro, ma non le cose indispensabili.”