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Previdenza


Assegno sociale. Adeguamento età per il diritto

A decorrere dal 1° gennaio 2018, il requisito anagrafico per il riconoscimento dell’assegno sociale sarà aumentato a 66 anni e 7 mesi. Lo comunica l’Inps nel messaggio n. 4920 del 7 dicembre scorso, sottolineando che questo è il risultato di una serie di adeguamenti all’indice di speranza di vita che sono stati applicati nel corso degli anni, il primo dei quali di un anno (da 65  a 66), così come stabilito dall’articolo 24, comma 8, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, a cui sono seguiti altri due ulteriori incrementi, nel 2013 e nel 2016, legati all’aumento della speranza di vita, in attuazione dell’articolo 12 del D.L. n. 78/2010, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, richiamato dall’articolo 24, commi 12 e 13, del D.L. 201/2011.

Questi stessi adeguamenti riguardano: la pensione d’inabilità civile e l’assegno mensile di assistenza agli invalidi parziali, di cui agli articoli 12 e 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, nonché la pensione non reversibile ai sordi, di cui alla legge 26 maggio 1970, n. 381, prestazioni che saranno concesse, a seguito del riconoscimento sanitario e sussistendo le altre condizioni socio economiche previste, a persone di età non inferiore al diciottesimo anno e fino al compimento di 66 anni sette mesi d’età.

Nel messaggio, l’Inps precisa inoltre che resta confermato il previgente requisito anagrafico per coloro che compiono 65 anni e sette mesi prima del 1° gennaio 2018, a prescindere dalla data della domanda di assegno sociale. Costoro, pertanto, qualora presentino richiesta successivamente al 1° gennaio 2018, in caso di accoglimento, avranno diritto all’assegno con decorrenza dal mese successivo a quello della domanda (art. 26, comma 12, L. 153/1969).