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Lavoro in part time verticale ciclico


Calcolo anzianità contributiva dopo la sentenza della Corte UE



di Rosa Maffei
, consulente legale di Inca 


Nuovamente  all’esame dei Giudici dell’Unione  la questione del part time verticale e i sui riflessi previdenziali. La sentenza, pubblicata il 9 novembre scorso (causa C98/15), con la quale è stato stabilito che l’indennità di disoccupazione per i lavoratori in part time “verticale” deve essere calcolata sulla base di tutta la  contribuzione versata e non solo su quella relativa ai giorni lavorati, porta nuovamente alla ribalta, rinvigorendoli,  i principi già specificamente affermati dalla Corte con riguardo anche alla normativa italiana.  

La decisione che ci riguarda  risale  addirittura all’anno  2010  e,  in linea con un consolidato indirizzo antidiscriminatorio  della Corte,  era stata  provocata da un rinvio della Corte di Appello di Roma. Eppure, il  dictum dei Giudici dell’Unione riguardante il nostro Paese  è rimasto sostanzialmente inascoltato  e solo di recente si sono segnalati i primi sforzi per conferire ad esso una reale effettività.

Infatti,  seppur ripetutamente segnalato e illustrato dall’Inca centrale  con circolari e con articoli di stampa,  per un verso, è stato ignorato in sede di applicazione amministrativa da parte dell’Inps e, per l’altro,  non è stato sufficientemente valorizzato dalle stesse strutture territoriali di patronato e dalle  rappresentanze delle categorie delle lavoratrici interessate.

Solo di recente, a distanza di sei anni dalla sentenza che ci riguardava,  hanno preso corpo le prime iniziative  per l’attuazione della regola di favore da applicare nel computo dell’anzianità contributiva nel periodi di sosta tra le fasi lavorative cicliche. Si auspica, pertanto, che i principi ora  ribaditi e rafforzati dalla recentissima sentenza, riguardante  una disposizione dell’ordinamento spagnolo, siano  finalmente  resi operativi  senza incertezze anche  nel nostro ordinamento previdenziale .