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Medicina del lavoro


N
umero 13/2017



Le malattie professionali riconosciute in Francia nel 2016



In questi giorni la Cassa Francese ha reso noti i dati sulle malattie professionali riferite all’anno 2016. Dalla disamina emergono spunti importanti per la nostra attività di tutela, in particolare per quanto concerne, ad esempio, il rischio  psicosociale. Complessivamente, nel 2016 le denunce di malattia professionale sono state 110.141 con un tasso medio di  riconoscimento del nesso causale pari al 61%. Tuttavia, c’è da segnalare che nello scorso anno è proseguita la tendenza, registrata a partire dal 2012, di una riduzione delle malattie professionali prese in carico dall’Ente assicurativo.


In particolare, quelle legate a disturbi muscoloscheletrici hanno avuto una diminuzione significativa nel 2016 del  4,1%  (48.762 casi riconosciuti a fronte dei 50.960 del 2015).  In diminuzione sono anche le malattie causate dall’esposizione all’amianto, con segno negativo del 9,5%, mentre risultano in aumento i casi riconosciuti di tumore professionale (un più 10.1% rispetto all’anno precedente), come pure quelle “non tabellate”. Tra queste ultime, spiccano le patologie legate ai rischi psicosociali, che hanno registrato un aumento del 40%. Complessivamente, il nesso causale per queste patologie è stato riconosciuto in 596 casi, nel 2016, mentre erano 422 nel 2015.

Se analizziamo i dati sul lungo periodo registriamo che le patologie muscoloscheletriche rappresentano oggi l’87% delle malattie professionali, con un aumento del 60%  di casi riconosciuti nell’ultimo decennio; di questi, il 45% ha comportato  postumi importanti. Queste patologie, raggruppate sotto il termine di CTD/TMS, hanno in comune il fatto di essere direttamente legate alle condizioni  di lavoro e di determinare, in particolare,  sintomi dolorosi degli arti  superiori, come pure una riduzione della idoneità alla mansione del lavoratore.

Ma il dato più significativo che emerge dall'analisi dei casi riconosciuti dall’Ente assicuratore francese concerne il riconoscimento dei disturbi psicosociali. Dal 2011 ad oggi, si è triplicato il numero delle domande con un tasso di riconoscimento che è pari al 50%, e dunque di molto superiore a quello registrato per tutte le altre patologie, che si attesta invece al 20%. Ricordiamo che la Francia è il paese europeo che riconosce maggiormente il burnout (questa patologia viene riconosciuta sia nell’ambito della tutela degli infortuni che delle malattie professionali).

Sulla base dei dati degli infortuni e delle malattie professionali l’Ente assicuratore indica l’importanza di ampliare le “cure alla persona”, che meritano un’attenta osservazione, anche sotto il profilo della prevenzione, considerando che negli ultimi 10 anni c’è stato un aumento complessivo del 45% del numero di infortuni riconosciuti ed indennizzati.


Tutta la documentazione citata può essere richiesta alla Consulenza Medico- Legale Nazionale via e-mail all’indirizzo m.bottazzi@inca.it, r.bottini@inca.it