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Previdenza


Pensione di reversibilità a studenti orfani

Requisiti e titolo di studio per il diritto. Per il riconoscimento della pensione di reversibilità agli studenti orfani, che non lavorano e hanno un’età superiore ai 18 anni, l’Inps  deve accertare se il percorso di studio frequentato sia  riconducibile al diploma di istruzione secondaria superiore, anche di formazione professionale oppure di livello superiore universitario (Università, AFAM, ITS). Saranno quindi necessarie le informazioni sulla denominazione e la durata del corso, del titolo di studio rilasciato, nonché la natura giuridica dell’istituto presso il quale il superstite è iscritto (statale/paritario/non paritario, Centro di formazione professionale. Con il messaggio del 7 novembre scorso, n. 4413, l’Inps fornisce indicazioni sulle modalità di presentazione della domanda e, nel caso di orfani maggiorenni, sulla documentazione relativa ai percorsi di istruzione e formazione professionali frequentati in Italia e all’estero.

La prestazione di reversibilità è prevista dall’articolo 22 della legge n. 903 del 21 luglio 1965  in favore dei figli che, alla data del decesso del genitore, non abbiano superato il 18° anno di età, indipendentemente dallo status di studente, elevata a 21 anni, qualora frequentino una scuola media professionale, oppure per tutta la durata del corso legale degli studi universitari, ma non oltre il 26° anno di età.

In particolare, l’Inps precisa che l’Istituto, nel caso in cui il superstite sia iscritto a scuole paritarie, le Direzioni regionali dell’Istituto dovranno verificare, presso gli Uffici Scolastici Regionali del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la sussistenza del riconoscimento della parità scolastica. Analogamente, nel caso in cui il superstite sia iscritto a scuole non paritarie, inserite nell’apposito elenco regionale delle scuole non paritarie, come già indicato con il messaggio n.26666 del 2008.

Rientrano nel secondo ciclo di istruzione e formazione anche i percorsi di istruzione e formazione professionale di competenza regionale, di cui al decreto legislativo n. 226 del 17 ottobre 2005 (IeFP), di durata triennale e quadriennale. In questi casi, le Direzioni regionali dell’Istituto  dovranno richiedere agli uffici competenti in materia di formazione professionale dell’Ente Regione, che ha istituito il corso, la certificazione dell’equiparazione ai corsi scolastici regolari.

Gli orfani studenti che frequentano percorsi di studio all’estero devono allegare alla domanda di pensione una dichiarazione rilasciata dagli Uffici Scolastici regionali del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nella quale indicare a quale percorso dell’ordinamento italiano corrisponde il percorso di studio all’estero. Rientrano in questa tipologia di titoli anche la frequenza ai corsi di studio presso i Conservatori di musica che sono equiparati ai corsi universitari, così pure l’iscrizione ad Istituti Tecnici superiori previsti dalla legge n. 40 del 2007.

 Gli orfani studenti universitari che frequentano corsi di studio all’estero devono allegare alla domanda di pensione la seguente documentazione:

- certificazione che attesti l’iscrizione e la frequenza al corso prescelto;

-dichiarazione di valore in loco della rappresentanza diplomatico-consolare;

- recapito e-mail o postale al quale intende ricevere la comunicazione del  provvedimento di riconoscimento o di diniego ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del D.P.R. n. 189 del 2009 adottato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

-copia del documento di riconoscimento.

Nel caso in cui il superstite abbia conseguito il titolo di studio all’estero, al fine del riconoscimento dell’equivalenza del titolo estero al titolo italiano da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, lo stesso deve allegare alla domanda di pensione la seguente documentazione:

-dichiarazione di valore in loco della rappresentanza diplomatico-consolare;

-certificato analitico degli esami sostenuti rilasciato dall’Istituto ove è stato conseguito il titolo ( in originale o in copia autenticata anche ai sensi dell’articolo 19 e 19 bis del D.P.R. n. 445 del 2000) con relativa traduzione giurata e asseverata;

-titolo di studio in lingua (anche in copia autenticata ai sensi dell’articolo 19 e 19 bis del D.P.R. 445 del 2000)  corredato da traduzione giurata e asseverata e legalizzato nel caso in cui sia stato rilasciato in un paese non UE;

-recapito e-mail o postale al quale intende ricevere la comunicazione del  provvedimento di riconoscimento o di diniego ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del D.P.R. n. 189 del 2009 adottato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

-copia del documento di riconoscimento.

Il titolo di studio e la certificazione degli esami possono essere sostituiti dal cosiddetto diploma supplement (documento contenente le medesime informazioni in lingua del posto e in inglese) con la traduzione in italiano. La documentazione relativa ai percorsi di formazione accademica all’estero deve essere trasmessa dalle Direzioni regionali alla Direzione centrale pensioni mediante la casella istituzionale  Normativa.DcPensioni@inps - oggetto: “SUPERSTITI STUDENTI”- per il successivo inoltro al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai fini della individuazione del corrispondente percorso di studio in Italia.