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Ammortizzatori sociali

Fondo di integrazione salariale (Fis)

Le precisazioni di Inps

Durante i periodi di fruizione delle prestazioni previste dal Fondo integrativo salariale (cosiddetto Fis), il lavoratore ha diritto comunque all’indennità di malattia e di maternità, nonché ai permessi della legge 104/92, in funzione della riduzione dell’orario di lavoro, cui è sottoposto. Tuttavia, le indennità non sono cumulabili con l’assegno Fis percepito, salvo nei casi in cui la lavoratrice, rinunciando al congedo parentale, utilizzi strumenti alternativi, quali per esempio, il voucher baby sitting. Lo ha precisato l’Inps nella circolare n. 130 del 25 settembre, ricordando che il Fis assicura una tutela in costanza di rapporto di lavoro ai lavoratori di imprese che occupano mediamente più di cinque dipendenti, non rientranti nell’ambito di applicazione della cassa integrazioni guadagni ordinaria e straordinaria e che non hanno costituito Fondi di solidarietà bilaterali o Fondi di solidarietà bilaterali alternativi. 

Per quanto riguarda la riduzione di orario, l’Inps richiama l’articolo 6, comma 4, del D.M. n. 94343/2016, secondo il quale la riduzione media oraria non può essere superiore al 60 per cento dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati. Tale riduzione, come nel previgente sistema normativo, deve essere parametrata su base settimanale. Pertanto, l’accordo collettivo è idoneo a perseguire il suo scopo laddove la riduzione media oraria settimanale non superi il 60% dell’orario contrattuale dei lavoratori interessati. 

La norma esplicita che tale riduzione deve essere una media; pertanto, i lavoratori interessati possono subire percentuali di riduzione dell’orario di lavoro diverse; in alcuni casi inferiore al 60% oppure superiore a tale limite. La norma tuttavia stabilisce che non deve essere superato il limite individuale di riduzione complessiva per ciascun lavoratore (70%) nell’arco dell’intero periodo per il quale l’accordo di solidarietà è stipulato. La verifica del superamento dei limiti suesposti è effettuata nell’ambito dell’intero periodo autorizzato. 

Il Fondo di integrazione salariale eroga due prestazioni: 

·             l’assegno di solidarietà: nei casi di aziende che abbiano sottoscritto contratti collettivi aziendali per ridurre le eccedenze di personale o per evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo; 

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l’assegno ordinario, in aggiunta a quello di solidarietà, in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti, compresi gli apprendisti, nel semestre precedente la data di inizio delle sospensioni o riduzioni dell’orario di lavoro. Per il riconoscimento valgono le stesse causali previste per Cigo (ad esclusione delle intemperie stagionali) e per la Cigs, ma limitatamente nei casi di riorganizzazione e crisi aziendale, con esclusione della cessazione, anche parziale, di attività.

Infine, per quanto riguarda la tutela nei casi di infortuni su lavoro, l’Inps precisa che per gli eventi verificatisi prima dell’inizio del trattamento di Fis, il lavoratore ha diritto all’indennità relativa prevista dalla legge e dal contratto nazionale di riferimento, anche se si protrae nel periodo di integrazione salariale. Se l’incidente avviene nel periodo di trattamento di integrazione salariale il dipendente avrà comunque diritto alla normale indennità erogata dall’Inail, ma non all’assegno ordinario.