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Infortuni e malattie professionali

Tutela Inail ai minorenni: il ruolo del giudice tutelare  


In caso di infortuni e malattie professionali riconosciuti, i lavoratori minorenni vittime del lavoro o affetti da patologie lavoro correlate possono riscuotere direttamente essi stessi l’indennità per inabilità temporanea di Inail.  A chiarirlo è l’Inail con la circolare n. 34 del 1° settembre, nella quale chiarisce i casi in cui la  riscossione delle prestazioni economiche da parte dei minorenni debba avvenire, invece, attraverso l’intervento dei genitori esercenti la patria potestà o l’autorizzazione del giudice tutelare.

Indennità per inabilità temporanea (art. 68 T.U.1124/1965)

Si tratta della prestazione economica corrisposta dall’Inail al lavoratore, dal quarto giorno successivo all’infortunio o alla manifestazione della malattia professionale, per tutto il periodo di inabilità e fino alla guarigione clinica.

Per la riscossione di tale prestazione, spiega l’Inail, non è necessario l’intervento del genitore esercente la potestà o del tutore né, tantomeno, l’autorizzazione del giudice tutelare.

Secondo il codice civile, infatti, il lavoratore minorenne è “abilitato all’esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro”, tra i quali è prevista la percezione diretta della retribuzione. Quindi, poiché l’indennità temporanea è sostitutiva della retribuzione, al pari di quest’ultima, è corrisposta direttamente al minore infortunato o tecnopatico senza che occorra l’intervento del genitore o del tutore.

Rendita per inabilità permanente  ( art 13 Decreto leg.vo 38/2000)

E’ la prestazione corrisposta al lavoratore nel caso in cui l’infortunio o la malattia professionale abbiano come conseguenze una inabilità permanente, parziale o assoluta, valutata dal 16% in poi.

Non è legata alla retribuzione e dunque non può essere riscossa direttamente dal minore a meno che non sia “emancipato”.  Le Sedi Inail potranno effettuare il pagamento nei confronti del genitore esercente la potestà o del tutore. Non è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare dal momento che la riscossione di detti ratei si configura come atto di ordinaria amministrazione.

Anche in caso di corresponsione della prestazione in un'unica soluzione per eventuali ritardati pagamenti, non occorre l’autorizzazione del giudice tutelare. Tale evenienza infatti - afferma l’Istituto - non modifica la natura periodica e la finalità della prestazione che è quella di “assicurare la continuità del sostentamento del minore” e non già quella di costituire risorse da investire.

Indennizzo in capitale danno biologico (art. 13 decreto leg.vo 38/2000)

È la prestazione economica  riconosciuta per gli infortuni e/o malattie professionali per i quali è accertato un grado di menomazione dell’integrità psicofisica compreso tra il 6% ed il 15%. E’ erogata, in una unica soluzione e in funzione dell’età, del genere e del grado di menomazione di cui alla ”Tabella delle menomazioni” prevista dal d.lgs. 38/2000.

Analogamente alla rendita, questa prestazione non ha alcun legame con la retribuzione. Non può quindi essere riscossa direttamente dal minore ma corrisposta al genitore o al tutore. Quanto all’autorizzazione del giudice tutelare, va sempre acquisita, poiché deve essere garantito che il “capitale” sia impiegato coerentemente con la destinazione della prestazione che è quella di assicurare, nel tempo, i mezzi adeguati.

Rendita ai superstiti (art. 85 T.U.1124/1965 e s.m.)

E’ una prestazione economica erogata ai superstiti dei lavoratori deceduti a seguito di un infortunio o di una malattia professionale; ha il fine di garantire mezzi adeguati di vita.

La riscossione non richiede l’autorizzazione del giudice tutelare trattandosi di un atto di ordinaria amministrazione e quindi il pagamento della prestazione va effettuato nei confronti del genitore esercente la potestà o del tutore.

Ratei di rendita diretta maturati e non riscossi dal genitore deceduto.

In tale ipotesi è fondamentale  l’autorizzazione del giudice dal momento che i suddetti ratei competono al minorenne “iure hereditatis”.

Beneficio una tantum ai superstiti di lavoratori vittime di infortuni mortali (art. 1, comma 1187 legge 296/2006 e  decreto 19 novembre 2008)

E’ una prestazione una tantum che ha lo scopo di fornire un adeguato supporto ai familiari dei lavoratori - assicurati e non, ai sensi del Testo Unico 1124/1965 -   deceduti per infortuni sul lavoro, verificatisi dal 1° gennaio 2007.

La prestazione è fissata annualmente con decreto ministeriale e varia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare superstite e delle risorse disponibili.

Nel caso di figli minori la domanda è presentata dal soggetto che esercita la potestà genitoriale; non occorre  l’autorizzazione del giudice tutelare.  

La circolare dell’Inail, infine, precisa che le nuove disposizioni hanno validità per i casi futuri; per quelli in fase istruttoria e quelli per i quali sono in atto controversie amministrative o giudiziarie, comunque, non prescritti o già raggiunti da sentenze passate in giudicato.