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Documentazione per domande di Ape sociale


Per edili, vale dichiarazione delle Casse


Gli operai edili, che vogliono presentare domanda di Ape sociale, potranno sostituire le attestazioni dei datori di lavoro per certificare le mansioni svolte in via continuativa, con una idonea dichiarazione sottoscritta dai responsabili delle Casse edili, così come era stato più volte richiesto dai sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil, che lamentavano le difficoltà di questi lavoratori nel rintracciare tutti i datori di lavoro presso cui hanno svolto l’attività.

Lo ha precisato il ministero del Lavoro in una nota, diffusa il 13 luglio, sottolineando che il documento rilasciato dalle Casse edili dovrà essere allegato alla domanda telematica di Ape sociale, accompagnato da una dichiarazione del lavoratore richiedente nella quale preciserà di essere nell’impossibilità di rintracciare i datori di lavoro. Ciò consentirà, avverte la nota ministeriale, ai competenti uffici del Ministero del lavoro, dell'Inail e dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro le verifiche di loro competenza.

"Una prima vittoria”, ha commentato Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil. "Il mio primo pensiero – aggiunge - va a quei lavoratori, circa 2mila dei 23mila over 63, che stanno ancora sulle impalcature, che possono tirare un sospiro di sollievo e forse finalmente poter guardare al proprio futuro con maggiore serenità. Sapere di aver contribuito, insieme a Filca e Feneal, a modificare una circolare ingiusta e a restituire ad alcuni lavoratori il diritto a scendere dalle impalcature e godersi finalmente la propria pensione, è per noi una soddisfazione enorme, che ci riempie di orgoglio".

"Per questo - sottolinea Genovesi - devo ringraziare tutte le nostre strutture, gli iscritti, i lavoratori che, con la loro incessante mobilitazione, ancora ieri con un presidio davanti al ministero del Lavoro, hanno contribuito in modo determinante a raggiungere questo importante obiettivo. Le casse edili sono già in condizioni di poter certificare rapidamente la continuità contributiva. La macchina è pronta per rispondere immediatamente alla richiesta del lavoratore".

Per la Fillea, resta però il tema dei requisiti di accesso all''Ape, troppo restrittivi: “In questo settore – chiarisce il sindacalista - 36 anni di contributi, di cui gli  ultimi 6 su 7 continuativi, sono condizioni che solo in pochi possono raggiungere, per le caratteristiche strutturali del lavoro edile, frammentato, discontinuo e segnato generalmente da lunghi periodi di non lavoro e carriere in cui il lavoro nero e grigio rappresentano purtroppo una costante generalizzata”.

"Continueremo la nostra battaglia – assicura Genovesi - per cambiare i requisiti di accesso alla pensione anticipata e per garantire che sulle spalle degli edili al peso di un lavoro gravoso e faticoso si aggiunga anche la disperazione per una pensione inarrivabile". Risolto il problema della documentazione, la Fillea lancia infine un messaggio ai lavoratori edili: "Abbiamo portato a casa un procedimento che vale anche per le domande del 2018 e 2019, ma ora la priorità è non perdere tempo". "Quindi, chiamateci, cercate la sede di Patronato a voi più vicina; la scadenza di quest'anno, il 15 luglio, è ormai alle porte ed entro quella data dovete presentare la domanda di Ape".

"I nostri funzionari e operatori di Patronato – assicura - sono a vostra disposizione per aiutarvi a compilare le domande telematiche. E' importante sapere che le documentazioni, così come indicato dal messaggio dell'Inps, possono essere allegate successivamente, e questo è un bene ma è importante compilare senza errori la richiesta telematica. Sul nostro sito potete trovare facilmente il recapito delle sede più vicina e l'opuscolo dell'Inca contenente tutte le informazioni sui requisiti per l'accesso all'anticipo pensionistico".