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Proroga Dis Coll per i collaboratori: domande entro il 30 luglio
 


Per i lavoratori con contratto di lavoro di lavoro coordinato e continuativo, l’indennità di disoccupazione, cosiddetta Dis Coll, è stata prorogata fino al 30 giugno prossimo, ma solo tre giorni fa l’Inps ha emanato la circolare applicativa che sblocca di fatto la procedura telematica per l’invio delle domande.

La proroga, prevista dall’art. 3, comma 3 octies, del decreto legge n. 244 del 2016 convertito in legge n. 19 del 2017, riguarda gli eventi di disoccupazione per le cessazioni involontarie dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2017 e sino al 30 giugno 2017.  Nella circolare n. 89 del 23 maggio, l’Inps precisa che la disciplina della prestazione Dis Coll è rimasta invariata sotto ogni profilo rispetto all’anno 2016.  

Per quanto riguarda la decorrenza del termine di sessantotto giorni per la presentazione della domanda di Dis Coll a partire dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di collaborazione, l’Inps  puntualizza che per i casi di disoccupazione involontaria intercorsi tra il 1° gennaio 2017 e il 23 maggio (data di pubblicazione della circolare), i 68 giorni decorreranno dal 23 maggio. E dunque sarà possibile presentare la richiesta entro il 30 luglio prossimo.  L’Inps ha altresì precisato che le eventuali domande di Dis Coll già presentate tra il 1° gennaio 2017 e il 23 maggio saranno regolarmente gestite. Per quelle respinte perché presentate prima dell’intervenuta proroga, l’Istituto assicura che verranno riesaminate.

L’Istituto avverte infine che anche per il 2017 l'Istituto riconoscerà l’indennità Dis Coll in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande. L’indennità viene riconosciuta nei limiti delle risorse stanziate (19,2 milioni di euro), superati i quali l’Istituto non prenderà in considerazione ulteriori richieste e provvederà a darne immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet. L’indennità di disoccupazione Dis coll è rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. Rientrano nell’ambito della tutela anche i collaboratori delle Pubbliche Amministrazioni. 

L’Inps puntualizza che, qualora il lavoratore sia titolare di una eventuale partita IVA attiva, anche se non produttrice di reddito, prima di presentare la domanda di Dis Coll, dovrà provvedere  a chiuderla. Per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione è necessario che il richiedente dimostri di essere, al momento della domanda, in stato di disoccupazione ed essere in possesso di almeno tre mesi di contribuzione accreditati l’anno precedente rispetto alla data di cessazione dal lavoro. Ai fini dell’accettazione della richiesta è necessario avere contestualmente queste due precondizioni. 

Nella circolare, l’Inps, richiamando le norme vigenti, ricorda che lo stato di disoccupazione si ottiene dichiarando, in forma telematica al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, l’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego. Anche la stessa domanda di Dis coll presentata all’Inps dall’interessato equivale a una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. 

Per il raggiungimento del requisito contributivo sono considerati utili anche i contributi figurativi per i periodi di tutela della maternità, relativamente al rapporto di collaborazione, essendo equiparati alla contribuzione effettiva da lavoro. La Dis coll è corrisposta per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno precedente la perdita del lavoro fino al momento della cessazione; sono esclusi dal computo quei periodi durante i quali il lavoratore abbia percepito la prestazione. In ogni caso, la durata massima non può superare i 6 mesi.