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Ape sociale e lavoratori precoci. Domande entro il 15 luglio

di Fulvia Colombini, del collegio di presidenza Inca   

Con la firma dei decreti attuativi relativi ad Ape sociale e lavoratori precoci viene avviato un percorso per anticipare il momento del pensionamento rispetto ai requisiti previsti dalla legge Monti-Fornero. Le due misure, previste nella legge di bilancio 2017, hanno validità a partire dal 1° maggio (anche se i decreti sono stati emanati con un discreto ritardo), ma sono diverse poiché l’anticipo pensionistico (Ape sociale) ha carattere sperimentale e dunque una validità fino a dicembre 2018, mentre la seconda, rivolta a coloro che hanno cominciato a lavorare almeno un anno prima del compimento del 19esimo anno di età, è di natura strutturale e quindi non dovrebbe avere scadenza. In entrambi i casi, il riconoscimento è subordinato oltre che ad una regolare richiesta alla sede Inps di residenza da parte dell’interessato, entro limiti di spesa, stabiliti nella legge di bilancio.  

L’Ape sociale è una indennità di tipo assistenziale, a cui potranno accedere coloro che abbiano almeno 63 anni di età, in particolari situazioni di bisogno,  purché non percepiscano altre pensioni dirette. In particolare, riguardano: disoccupati e senza ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi; lavoratori che assistono da almeno 6 mesi coniuge o la persona in unione civile o il genitore o figlio/a, conviventi in condizione di handicap grave; invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%.

L’indennità Ape sociale spetta anche a coloro che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa  lavori gravosi e pesanti, quali sono: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni, conciatori di pelli e pellicce, conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante, conduttori di mezzi pesanti e camion, personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni, addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza, insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido, facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti. Per queste categorie, oltre al requisito anagrafico di 63 anni, bisogna aver maturato 36 anni di anzianità contributiva, di cui 6 negli ultimi 7, in via continuativa, in una delle attività sopraindicate.

Se si maturano i requisiti entro la fine di quest’anno, le domande dovranno essere presentate alla sede Inps di residenza entro il 15 luglio prossimo, mentre se si raggiungeranno nel corso del 2018, c’è tempo fino al 31 marzo del prossimo anno. Le richieste presentate dopo tali date, e comunque non oltre il 30 novembre di ciascun anno, saranno prese in considerazione solo se dall’esito del monitoraggio, che effettuerà l’Inps, dovessero rimanere risorse finanziarie inutilizzate.

Il decreto prevede che l’Inps debba comunicare ai richiedenti la certificazione del diritto entro il 15 ottobre 2017, per le domande presentate quest’anno, ed entro il 30 giugno 2018, per quelle inoltrate entro fine marzo dell’anno prossimo.  Una volta che l’Inps avrà certificato i requisiti, l’interessato dovrà inoltrare la domanda di Ape sociale alla sede di residenza.

L’Indennità Ape non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi con la disoccupazione, con l’assegno di disoccupazione (Asdi) e con l’indennizzo per cessazione dell’attività commerciale, mentre è prevista una compatibilità con i redditi da lavoro, limitata però al rispetto di tetti precisi: 8 mila euro annui per lavoro dipendente o parasubordinato e 4.800 euro annui per lavoro autonomo.

Diversamente dall’Ape sociale, la pensione anticipata per i lavoratori precoci è invece una misura strutturale ed è rivolta a coloro che abbiano almeno 12 mesi di contribuzione prima del compimento del 19 anno di età. In questo caso, il requisito di anzianità contributiva per anticipare la pensione è di 41 anni di versamenti, cumulando/sommando anche i contributi risultanti nelle diverse gestioni. Alla pensione anticipata possono accedere non soltanto gli stessi lavoratori indicati per l’Ape sociale, ma anche coloro che, per almeno 7 anni negli ultimi dieci o per almeno la metà della loro vita lavorativa, hanno svolto attività usuranti quali: soggetti che hanno lavorato in galleria, cava, miniera, cassoni ad aria compressa, o che abbiano svolto lavoro da palombari, ad alte temperature, in spazi ristretti, di asportazione amianto, lavoro del vetro cavo, addetti alla linea catena, conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone, dipendenti che svolgono attività notturna per tutto l’anno e turnisti con almeno 64 notti annue.  

Per le domande, valgono le stesse scadenze  e modalità previste per l’Ape sociale. Per quanto riguarda la compatibilità con redditi da lavoro, la norma ha introdotto un divieto di cumulo temporaneo, fino alla maturazione del requisito pensionistico ordinario (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini), pena la sospensione della prestazione pensionistica. Una volta che l’Inps avrà certificato i requisiti, l’interessato dovrà inoltrare domanda di pensione alla Sede di residenza.

Per saperne di più e avere tutte le informazioni necessarie, i lavoratori e le lavoratrici possono rivolgersi agli uffici Inca territoriali, dove operatori e operatrici competenti potranno controllare le posizioni assicurative individuali e inoltrare le domande.