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Sostegno di Inclusione Attiva


In vigore il Decreto 2017

Nuove modifiche al decreto istitutivo del Sostegno di inclusione attiva (cosiddetto Sia). Dal 30 aprile 2017, infatti, è entrato in vigore il decreto ministeriale del 16 marzo, con il quale sono stati modificati alcuni parametri di accesso al beneficio rivolto alle famiglie in condizioni economiche disagiate, in cui sono presenti minorenni, figli disabili e/o donne in gravidanza. In particolare, le novità riguardano l’ampliamento della platea dei potenziali beneficiari, gli importi e i requisiti di accesso.

L’Inps, con la circolare n. 86 del 12 maggio, fornisce le relative indicazioni operative alla luce delle novità normative. In primo luogo, fa sapere l’Istituto, per i nuclei familiari, nei quali sia presente una persona non autosufficiente, il valore complessivo dei trattamenti economici, anche fiscalmente esenti, di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale, a qualunque titolo concessi dallo Stato o da altre amministrazioni, non deve essere superiore a 900 euro mensili (prima erano 600).

L’Istituto precisa, inoltre, che il Sia potrà essere concesso anche se si è in possesso di autoveicoli e motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità. Terza novità riguarda il punteggio minimo della valutazione del bisogno che dà diritto al Sia, modificato al ribasso a 25, anziché 45. Infine, è previsto l’esonero dall’obbligo di dichiarare lo stato di disoccupazione per le persone non autosufficienti ovvero inabili al lavoro e gli studenti. 

In relazione all’importo del beneficio, il nuovo Decreto prevede che “ai nuclei familiari composti esclusivamente da genitore solo e da figli minorenni, come definito ai fini ISEE e risultante nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), sia attribuito mensilmente un ammontare di ulteriori 80 euro”; aumento che sarà riconosciuto anche a chi già attualmente risulta beneficiario del SIA per l’intera annualità del beneficio. 

L’Istituto precisa, tuttavia, che è possibile presentare una nuova domanda di SIA solo trascorsi almeno tre bimestri dall’ultimo beneficio percepito. La norma si applica anche nei casi di revoca della prestazione economica, per i quali è necessario ugualmente che intercorrano almeno 6 mesi tra la revoca e l’eventuale nuova richiesta. 

Per coloro che si sono visti respingere le domande (purché inoltrate entro il 29 aprile 2017), per mancanza di uno o più requisiti, l’Istituto provvederà a rielaborare d’ufficio le richieste verificando la sussistenza dei nuovi parametri, senza bisogno di inoltrarne un’altra. L’Inps avverte di aver già provveduto ad aggiornare il modulo di domanda per il SIA e che con un successivo messaggio comunicherà le modifiche procedurali, volte ad adeguare al Decreto 2017 l’istruttoria e la gestione delle domande nuove  e di quelle in corso.