rss

Licenziamento lavoratore disabile


Inidoneità lavorativa solo se certificata da Commissione

E' illegittimo il licenziamento del lavoratore disabile per inidoneità a svolgere le sue mansioni in seguito all'aggravarsi della sua situazione psicofisica se l'accertamento delle sue condizioni è stato svolto da un unico medico e non dalla Commissione medica competente, come stabilito dalla legge n. 104 del 1992. Lo ha sottolineato la Cassazione accogliendo il ricorso di un lavoratore disabile palermitano licenziato dalla Fondazione Auxilium per inidoneità a svolgere le mansioni di addetto ai servizi generali. 

Contro il provvedimento, il lavoratore aveva avviato un ricorso al Tribunale e poi alla Corte di Appello di Palermo che però si erano pronunciati a favore dell'azienda giudicando "irrilevante" il fatto che la dichiarazione di inidoneità fosse scaturita dal parere di un singolo medico anziché della Commissione ad hoc. La Suprema Corte, invece, ribaltando il verdetto, ha dichiarato, con la sentenza 10576 depositata il 28 aprile scorso, illegittimo il licenziamento, dando ragione al lavoratore e ha rinviato nuovamente il caso all'attenzione della Corte di Appello che dovrà, quindi, attenersi al contenuto del dispositivo. 

"Il datore di lavoro - afferma la Cassazione - può risolvere il rapporto di lavoro dei disabili obbligatoriamente assunti, nel caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell'organizzazione di lavoro, solo nel caso in cui la speciale Commissione integrata" accerti "la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all'interno dell'azienda, anche attuando i possibili adattamenti dell'organizzazione del lavoro, non essendo sufficiente il giudizio di non idoneità alla mansione specifica espresso dal medico competente nell'esercizio della sorveglianza sanitaria".