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prestazioni invalidità, cecità, sordità


Abitazione esclusa dal calcolo dei redditi  

A partire dal 1° gennaio di quest’anno, per il riconoscimento delle prestazioni di invalidità, cecità e sordità, l’Inps dispone l’esclusione del reddito dell’abitazione dal computo dei redditi. Lo precisa l’Istituto nella circolare n. 74 del 21 aprile scorso, conformandosi all’orientamento giurisprudenziale emerso negli ultimi anni e che ha ribaltato i precedenti criteri utilizzati finora anche dall’Istituto.

 

“In particolare, secondo la Cassazione –sottolinea l’Inps nella circolare -, le norme specifiche di riferimento sono costituite dall’art. 12 della legge 30 marzo 1971 n. 118 e dall’art. 26 della legge 30 aprile 1969 n. 153: la prima, per le condizioni economiche richieste per la concessione della pensione di inabilità, rinvia a quelle stabilite dalla seconda per il riconoscimento della pensione sociale ai cittadini ultrasessantacinquenni sprovvisti di reddito. Per quest’ultima prestazione la norma esclude dal computo del reddito gli assegni familiari e il reddito della casa di abitazione.

Stante l’applicabilità della normativa in materia di pensione sociale, ne consegue che dal computo del reddito ai fini del riconoscimento delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità deve essere escluso quello della casa di abitazione. Allo stesso modo, tale reddito dovrà considerarsi escluso ai fini della maggiorazione sociale (articolo 70, comma 6 della legge 23/12/2000 n. 388. Attenendosi a tale nuovo orientamento e acquisito il parere favorevole dell’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro, l’Inps ha anche provveduto all’adeguamento delle procedure informatiche di calcolo, rendendo ininfluente il reddito della casa di abitazione.

Con decorrenza 1° gennaio 2017, il reddito da casa di abitazione è pertanto da considerarsi escluso ai fini del diritto alle prestazioni d’invalidità civile, cecità e sordità sia in fase di prima liquidazione che di ricostituzione di prestazione già esistente. Gli arretrati saranno riconosciuti con decorrenza dalla medesima data. Qualora, pertanto, per le suddette domande, applicando il nuovo criterio di calcolo, la decorrenza della prestazione risulti essere anteriore al 1° gennaio 2017, non saranno riconosciuti gli arretrati anteriori alla suddetta data. Nell’ipotesi in cui l’applicazione del vecchio computo abbia già generato degli importi indebiti per il periodo di competenza successivo al 1° gennaio 2017, si dovrà provvedere all’annullamento in autotutela degli stessi.