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Agevolazioni previdenziali


Pensioni: benefici per i non vedenti

Per i lavoratori non vedenti, la legge di Bilancio 2017, al comma 209, introduce un beneficio pensionistico sulla pensione o quota di pensione calcolata con il sistema contributivo. L’Inps, con la circolare n. 73 del 14 aprile scorso, fornisce le relative istruzioni, facendo riferimento alla normativa che prevede una maggiorazione di 4 mesi per ogni anno di servizio effettivamente prestato alle dipendenze di pubbliche amministrazioni o di aziende private, in concomitanza con il possesso del requisito sanitario richiesto anche se anteriore all’entrata in vigore della legge, considerandone particolarmente usuranti le prestazioni di lavoro. Le maggiorazioni sono utili sia ai fini dell’anzianità assicurativa che dell’anzianità contributiva. Per i periodi inferiori all'anno il beneficio è riconosciuto in maniera proporzionale.

Destinatari del beneficio sono tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che siano colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione e quindi ciechi civili, ciechi invalidi per servizio, ciechi invalidi del lavoro e ciechi di guerra. Per i trattamenti pensionistici con decorrenza successiva al 1° gennaio 2017, data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2017, la nuova disciplina introduce anche una maggiorazione dell’età anagrafica ai fini dell’applicazione del coefficiente di trasformazione, rilevante sia nelle pensioni liquidate interamente con il sistema contributivo sia nella quota di pensione contributiva per quelle liquidate nel sistema misto.

La maggiorazione si concretizza in un incremento del coefficiente di trasformazione relativo all’età pensionabile in misura pari a 4 mesi per ogni anno di servizio effettivamente prestato in concomitanza con il possesso del requisito sanitario richiesto, nel limite del 70° anno di età con adeguamento agli incrementi della speranza di vita, come previsto dalla legge Monti-Fornero (articolo 24 comma 7 della legge n. 214/2011). Il meccanismo introdotto con la legge di Bilancio si applica a partire dall’età della decorrenza della pensione.

Per i trattamenti pensionistici liquidati ai non vedenti di età inferiore a 57 anni, l’incremento convenzionale relativo ai periodi di lavoro determina un aumento dell’età anagrafica, cui fare riferimento per l’individuazione del coefficiente di trasformazione. “Pertanto – precisa l’Inps -, in presenza di un’età anagrafica, come rideterminata per effetto dell’incremento convenzionale, inferiore a 57 anni si applica il coefficiente di trasformazione relativo a tale età. Nel caso di servizi inferiori all’anno la maggiorazione figurativa da attribuire sarà corrispondentemente ridotta”.

Il beneficio, per il quale gli interessati o i loro superstiti devono presentare un’apposita richiesta, si applica sui trattamenti pensionistici diretti, indiretti, supplementari e supplementi con decorrenza successiva al 1° gennaio 2017, mentre non trova applicazione sulle pensioni di reversibilità, spettanti ai superstiti di titolari di pensione diretta, con decorrenza anteriore al 1° gennaio 2017.