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Agevolazioni per l'infanzia


Buono nido: pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto

E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 90 del 18 aprile, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri relativo alle agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati. La misura, introdotta nella legge di Bilancio 2017, prevede il pagamento di un buono di 1.000 euro su base annua per i figli o figlie nati dal 1° gennaio 2016 da utilizzare per il pagamento delle rette relative alla frequenza di strutture per l’infanzia pubbliche e private o per avere un supporto presso la propria abitazione in favore di bambini al di sotto di 3 anni, affetti da gravi patologie croniche. La durata massima del beneficio è di 3 anni.

Possono richiederlo i genitori residenti nel nostro Paese, con cittadinanza italiana, oppure di uno Stato membro dell’Unione europea, mentre gli extra comunitari devono avere un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo. Il buono complessivo annuo è suddiviso per 11 mensilità e sarà pagato direttamente dall’Inps ogni mese, dietro attestazione dell’avvenuta iscrizione del bambino presso un asilo nido e del pagamento della retta. Per i figli affetti da gravi patologie, invece, occorre che i genitori richiedenti alleghino la documentazione sanitaria rilasciata dal proprio pediatra, che attesti l’impossibilità del bambino di frequentare le strutture per l’infanzia.

Per accedere ai benefici, bisogna presentare domanda esclusivamente per via telematica all’Inps entro il 31 dicembre, indicando una delle due opzioni previste: il pagamento della retta dell’asilo nido oppure il contributo per i bambini affetti da gravi patologie.  Il buono non è cumulabile con la detrazione per gli asili nido e per i voucher baby sitting. Pertanto, l’Inps comunicherà tempestivamente all’Agenzia delle entrate, l’avvenuta erogazione al genitore richiedente. L’articolo 6 del decreto stabilisce anche che l’Inps entro 30 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (18 maggio)  debba emanare apposite comunicazioni per fornire le necessarie istruzioni operative e per rendere effettiva la procedura telematica.

Ovviamente, anche in questo caso, sono previsti limiti di spesa annui per il prossimo triennio, oltre i quali le domande non saranno prese in considerazione: per il 2017 sono stati stanziati 144 milioni di euro, che aumenteranno  a 250 milioni nel 2018 e successivamente a 300 milioni per il 2019. A decorrere dal 2020, la spesa prevista  annua sarà di 330 milioni di euro.     

All’Inps spetta il compito di monitorare l’andamento delle domande inviando relazioni trimestrali alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia, nonché ai ministeri del Lavoro e dell’Economia.