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Tutela Inail


Infortunio sul lavoro anche per eventi “fortuiti”


di Lisa Bartoli 

L’infortunio anche “fortuito”,  non dovuto per responsabilità diretta dell’azienda, è comunque da considerarsi avvenuto in “occasione di lavoro”. A stabilirlo la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8597 del 3 aprile scorso che ha rigettato il ricorso di una Società per Azioni contro il verdetto d’appello, con il quale si è stabilita la legittimità dell’aumento del premio assicurativo Inail. Il caso esaminato dall’Alta Corte riguarda la morte di un operaio nel 2006,  colpito da uno shock anafilattico conseguente alla puntura di un insetto, mentre era alla guida di un’autobetoniera.

Secondo la Cassazione, per la normativa dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro non sono oggetto della speciale tutela solo gli infortuni direttamente derivati dalla lavorazione cui sono addetti i singoli lavoratori, ma tutti gli infortuni comunque verificatisi “in occasione di lavoro” e quindi non solo quelli riconducibili al rischio ‘tipico’ della specifica lavorazione, ma anche quelli derivanti da caso fortuito e “in alcune ipotesi, quelli che discendono da cause estranee al lavoro svolto”, come già affermato dalla Corte Costituzionale con due sentenze distinte: quella del 2 marzo 1991, n. 100 e l’altra del 3 ottobre 1990, n. 429.

A nulla sono valse le ragioni dell’imprenditore, secondo il quale “per giurisprudenza costante l’occasione di lavoro sussiste solo quando l’attività lavorativa esponga il soggetto ad un rischio diverso da quelli gravanti sulla generalità dei cittadini” e quindi non è “sufficiente che l’infortunio avvenga in luogo o nel tempo di lavoro”. In buona sostanza, per l’imprenditore, la Corte Territoriale non ha considerato in modo appropriato che “il rischio di essere punti da un insetto incombe su chiunque si trovi in un qualsiasi ambiente, compreso l’abitacolo di un automezzo”. Tesi che erano state accolte in primo grado, ma rigettate in appello con la sottolineatura da parte dei giudici di merito, secondo la quale “se l’infortunio risulta connesso alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa”, pur essendo stato determinato dal caso fortuito, senza alcuna responsabilità dell’imprenditore, “non esclude l’occasione di lavoro”; pertanto, hanno considerato legittimo il provvedimento adottato dall’istituto assicuratore che prevede l’aumento del premio Inail a carico dell’impresa.

Per la Cassazione,  quindi, la Corte territoriale ha applicato correttamente le norme assicurative contro gli infortuni e le malattie professionali, ritenendo  “sussistente l’occasione di lavoro”, in quanto l’evento, che ha dato corso alla sequenza causale fino a determinare la morte del lavoratore si è “verificato in condizioni spazio-temporali” caratterizzate dal fatto che il lavoratore nell’essere in quel momento intento all’attività di lavoro e, quindi, occupato nella guida dell’automezzo non è stato in grado di difendersi dall’insetto. Pertanto, si legge nel dispositivo, “si tratta di un accertamento di fatto congruo ed esaustivo, insindacabile in questa sede, non ravvisandosi i vizi motivazionali lamentati con il ricorso”.

Per quanto riguarda l’aumento del premio assicurativo, la conclusione cui è giunta la Cassazione, anche richiamando alcune sentenze già emesse al riguardo, è che, nell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il tasso specifico aziendale deve essere calcolato includendo nel computo tutti gli oneri a carico dell’I.N.A.I.L., anche quelli cosiddetti indiretti, senza distinzione alcuna tra gli eventi dovuti per colpa del datore di lavoro e quelli dovuti a caso fortuito o forza maggiore, purché tali eventi siano ricompresi nell’ambito di tutela stabilito dal d.p.r. 30 giugno 1965 n. 1124 (Cass. 29 maggio 1996, n. 4953; Cass. 2 giugno 1998, n. 5408)”.