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Indennità Dis Coll ancora in panne

di Lisa Bartoli  

Stanno quasi per scadere due mesi dall’approvazione della legge che ha prorogato fino al 30 giugno l’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi (Dis Coll), ma la procedura telematica dell’Inps non è stata ancora ripristinata. Nonostante i reiterati solleciti del patronato ancora oggi non è possibile inoltrare le domande, che potrebbero riguardare qualche migliaio di persone. 

Nell’ultimo incontro del 23 marzo scorso, tra i patronati del Ce.Pa e la direzione centrale dell’Inps, l’Istituto aveva dato garanzie dell’imminente pubblicazione della circolare, sottolineando di aver già inviato il testo al ministero del lavoro per la definitiva approvazione. Su sollecitazione dell’Inca, in quella occasione, l’Inps ha anche precisato che gli aventi diritto avranno comunque un periodo congruo per la presentazione delle richieste, in considerazione dei ritardi accumulati.   

Sono passati altri 15 giorni, ma ancora non è successo niente. La procedura continua ad essere bloccata e le persone disoccupate, in attesa di un aiuto, non possono far altro che aspettare ancora. Eppure, si tratta di una operazione semplice, sottolinea l’Inca, poiché si tratta di una proroga di una misura, la cui procedura telematica è già ampiamente collaudata.

In attesa che si sblocchi la situazione non ci resta che riepilogare quanto già noto sui requisiti richiesti e sulle modalità di inoltro delle domande che, ricorda l’Inca, devono essere esclusivamente inviate per via telematica all’Inps, anche rivolgendosi agli uffici territoriali del Patronato.      

La Dis Coll è stata istituita, in via sperimentale,  per coloro i quali hanno perso il lavoro a partire dal 1° gennaio 2015 ed  è una indennità di disoccupazione rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi e a progetto.  Con la legge di stabilità 2016 la prestazione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2016 e, successivamente, con la Legge n. 19/2017 del 27 febbraio 2017, (cosiddetta milleproroghe) è stata allungata per gli eventi di disoccupazione fino al 30 giugno 2017.

Per il riconoscimento sono richiesti congiuntamente i seguenti requisiti:

  • iscrizione in via esclusiva alla Gestione Separata dell’Inps. Eventuali altri periodi di iscrizione contemporanea ad altre gestioni non potranno essere presi in considerazione né per il diritto né per la misura;

  • non essere titolari di pensione;

  • non avere una partita IVA aperta al momento della presentazione della domanda. Quindi, qualora il lavoratore, al momento della richiesta dovesse averla ancora aperta, pur non producendo alcun reddito, dovrà provvedere alla sua chiusura;

  • aver cessato l’attività e risultare in stato di disoccupazione al momento della presentazione della domanda;

  • essere in possesso di almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che intercorre tra il 1° gennaio dell'anno precedente la richiesta e la cessazione dell'attività stessa.

L'indennità è pari al 75% del reddito medio mensile percepito nell’anno precedente la cessazione dell’attività, calcolato sulla base di quello imponibile ai fini previdenziali, diviso per il numero di mesi o frazioni di contribuzione.

Per il 2017, il 75% è garantito fino ad un reddito medio pari o inferiore a 1.195 euro, annualmente rivalutato in base alla variazione dell'indice Istat dell'anno precedente. Se il reddito medio è superiore, l’importo viene incrementato di un ulteriore 25%, ma non oltre la misura massima di 1.300 euro, tetto stabilito per il 2017.

Tuttavia, la norma prevede che dopo il quarto mese di percezione, l’indennità di disoccupazione è ridotta progressivamente del 3% di ogni rateo. La Dis Coll è pagata per un numero di mensilità pari alla metà dei mesi di contribuzione, che risultano versati al 1° gennaio dell'anno solare precedente la cessazione dell'attività lavorativa. Per il calcolo della contribuzione non si tiene conto  dei periodi nei quali si è già precedentemente percepita la Dis Coll. Comunque, la legge prevede la durata massima di 6 mesi.