rss

Reinserimento lavorativo dei disabili


Da Inail, un’opportunità in più per gli “inidonei alla mansione”

di Francesco Rampi, presidente Civ Inail

Molte volte, analizzando l’evoluzione sociale ed economica, si evidenziano rigidità organizzative che, secondo alcuni analisti, sono causa di insuccesso nella competizione di mercato e ancor più nella qualità delle produzioni. Poche volte, invece, si analizzano gli aspetti di modificazione dei processi per accrescere il benessere della persona che interagisce con essi o della persona che vede ridotta la sua capacità lavorativa a causa di infortunio o malattia professionale e che rischia anche di essere estromessa dal proprio posto di lavoro o di vedere sfumare la possibilità di continuare la propria attività professionale. In termini tecnici, il verdetto è sintetizzabile in “inidoneità alla mansione”. Talvolta, questa valutazione si coniuga con chiusura del rapporto di lavoro con licenziamento motivato. In altri casi, la negoziazione o la liberalità datoriale tendono a provi rimedio attraverso l’adibizione del lavoratore ad altre fasi del processo o allo svolgimento di altre attività.

Il legislatore europeo, con la direttiva 2000 del 1978, aveva normato l’obbligo del datore di lavoro a compiere i necessari accomodamenti ragionevoli, finalizzando queste modificazioni a garantire la conservazione del lavoro ai disabili. La Corte europea, con sentenza del 4 luglio 2013, ha richiamato l’Italia a normare questo aspetto. Conseguentemente, in maniera molto generica, finalmente, nella normativa italiana, con la legge n. 99 del 2013, appare esplicitamente l’obbligo agli accomodamenti ragionevoli. Ed è in questo contesto che si colloca l’iniziativa unitaria degli Organi dell’Inail - CIV, Presidenza e Direzione Generale - che hanno proposto, in sede di emendamenti alla legge di Stabilità 2015, di normare meglio come si realizza la tutela a favore dei disabili finalizzata alla conservazione o all’ottenimento di un lavoro.

L’Inail, per i compiti che il legislatore gli ha assegnato, può, ora, con proprie risorse, sostenere a favore dei disabili al lavoro il concretizzarsi del ricordato principio dell’accomodamento ragionevole. L’articolo 1, comma 166, della legge di Stabilità 2015 ha, infatti, autorizzato l’Inail, con risorse a valere su propri bilanci e senza oneri a carico della finanza pubblica, a rimborsare le spese sostenute dai datori di lavoro per adeguare i processi produttivi alle mutate capacità del lavoratore infortunatosi oppure per compiere gli stessi accomodamenti finalizzati ad assumere un lavoratore infortunato o tecnopatico che è alla ricerca di un’occupazione.

E’ utile ricordare che i rimborsi Inail, che possono raggiungere il massimale di 150.000 euro, devono essere precisamente finalizzati a creare le condizioni per sopperire alle ridotte capacità del lavoratore e, quindi, devono essere frutto di un progetto personalizzato, definito tra Inail, datore di lavoro e lavoratore. Una svolta importante, per la quale il bilancio Inail per il 2017 rende disponibili oltre 20 milioni di euro.

Oggi, questa possibilità è a disposizione di quanti vedono messo in discussione il lavoro a causa di una disabilità di origine professionale anche se con un danno permanente contenuto. Occorre, infatti, ricordare che questa norma si intreccia con un autonomo e più ampio target di riferimento e con quelle afferenti al sostegno, alla occupabilità delle persone disabili.

Spiace solo evidenziare che il vincolo normativo, pur non prevedendo onere alcuno a carico della finanza pubblica, escluda, tra i destinatari, i lavoratori ministeriali, compresi quelli della scuola che, come noto, sono autoassicurati dallo Stato e per il quale l’Inail eroga le prestazioni per conto dello stesso.

Ciononostante, il patronato e le rappresentanze sindacali aziendali hanno ora uno strumento concreto per la tutela del diritto al lavoro di chi è più fragile. Per saperne di più, su www.inail.it si può scaricare la delibera CIV n. 8 del 2015, la determina n. 258 del 2016 con il Regolamento sul reinserimento, la circolare attuativa n. 51 del 2016 oltreché la delibera CIV n. 2 del 2017 per l’allargamento di tali tutele alla rioccupazione dei disabili da lavoro ed analizzare il testo del citato comma 166, che recita: “Sono  attribuite  all'INAIL  le  competenze  in  materia   di reinserimento  e  di  integrazione  lavorativa  delle   persone   con disabilità da lavoro,  da  realizzare  con  progetti  personalizzati mirati alla conservazione del posto di lavoro o alla ricerca di nuova occupazione,   con   interventi   formativi    di    riqualificazione professionale, con progetti per il superamento e  per  l'abbattimento delle barriere architettoniche sui luoghi di lavoro,  con  interventi di  adeguamento  e  di  adattamento  delle  postazioni   di   lavoro. L'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma è a carico del bilancio dell'INAIL, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.”