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Immigrazione

Sovrattassa permessi di soggiorno. A Napoli 1° sentenza di rimborso

Dopo anni di battaglie legali, l’Inca e la Cgil ottengono una prima sentenza a favore del rimborso  della sovrattassa sui titoli di soggiorno. Il Tribunale di Napoli (sentenza n. 16465/2017)  ha disposto, infatti,  la restituzione  delle somme pagate da tre extracomunitari a titolo di Ulteriore contributo e ha condannato i Ministeri dell’Interno e Finanze al pagamento delle spese legali.  “E’ la prima sentenza,  quella emessa dalla Prima Sezione Civile del Tribunale di Napoli su un ricorso promosso dal nostro patronato e dalla Cgil  – spiega Claudio Piccinini, coordinatore degli Uffici immigrazione dell’Inca -, che ha eseguito coerentemente l’orientamento già espresso  dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato, i quali avevano dichiarato nulla la norma, introdotta con decreto del 6 ottobre 2011, che imponeva una sovrattassa tra gli ottanta e i 200 euro per il rinnovo e il rilascio dei titoli di soggiorno”.

L’Inca ricorda a questo proposito quanto aveva già dichiarato il Tribunale amministrativo del Lazio il 24 maggio dello scorso anno, il quale prima di pronunciarsi a favore della nullità aveva chiesto un parere alla Corte di Giustizia europea, ottenendo un verdetto inequivocabile. Anche per il diritto comunitario, infatti, l’Ulteriore contributo è stato giudicato “sproporzionato” e di “ostacolo” rispetto alle finalità delle direttive comunitarie in materia di integrazione e inserimento degli stranieri. Ma ciò non è bastato a fermare le pretese.  I ministeri dell’Interno, dell’economia e la presidenza del consiglio si sono appellati al Consiglio di Stato sperando in verdetto di segno opposto, che però non è arrivato, confermando, invece, il parere di illegittimità della norma.   

Il Patronato della Cgil, che sin dall’introduzione (gennaio 2012) dell’Ulteriore contributo si è opposto con ricorsi  legali a livello nazionale giudicandolo “discriminatorio e ingiusto”,  esprime “soddisfazione constatando che finalmente la lunga e risolutiva vicenda della illegittimità dell’Ulteriore Contributo sui Permessi di Soggiorno, più volte ribadita dalla giustizia, oggi può contare su un altro verdetto che rende concreto il diritto degli stranieri al rimborso delle cifre versate e non dovute.

Inoltre, sottolinea come  nel corso degli oltre quattro anni di battaglie legali, lo Stato abbia incassato cifre tutt’altro che irrisorie, stimate in circa 500 mila euro: da gennaio 2012 (data di entrata in vigore della normativa) all’Ottobre 2016, infatti, migliaia di stranieri sono stati costretti a versare, a più riprese, somme importanti per le loro economie familiari. "Somme - afferma Inca - che ora devono essere restituite in quanto non dovute, stante l’annullamento delle norme che ne giustificavano il prelievo”. 

Forti di questo primo pronunciamento, Cgil e Inca avvertono che insisteranno ancora affinché  lo Stato provveda ad estendere a tutti gli stranieri il diritto al rimborso. “L’auspicio – affermano - è che ciò avvenga nel rispetto delle sentenze già emesse e senza dover ricorrere ancora ai Tribunali, perché questo rappresenterebbe un costo non soltanto per gli stranieri, ma per la collettività".