rss

Pensioni


Esodati dell’8° salvaguardia: le istruzioni dell’Inps 

L’Inps, con circolare n. 11 del 26 gennaio 2017, ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione dell’ottava salvaguardia, in favore degli esodati. La prima riguarda la decorrenza dei trattamenti pensionistici che non può essere anteriore al 1° gennaio 2017.  L’istituto, inoltre, conferma che le domande di accesso alla salvaguardia devono essere presentate, a pena di decadenza, entro il 2 marzo 2017.

Per quanto riguarda i lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile, i potenziali destinatari della salvaguardia sono i lavoratori  licenziati entro il 31 dicembre  2014 e collocati in mobilità o in trattamento speciale edile, a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011.

In particolare, coinvolge imprese:

  •   destinatarie di mobilità o di leggi successive (aziende del settore industria con più di quindici dipendenti, quelle del commercio con più di cinquanta dipendenti, quelle del settore aereo e aeroportuale etc.);

  •   del settore edile che hanno operato in cantieri di lavori di pubblica utilità o che hanno avviato la procedura di mobilità di cui all’art.4 della legge n. 223 del 1991 dopo che abbiano attuato un programma di trattamento straordinario di integrazione salariale.

Fermo restando che la data di licenziamento non può essere successiva al 31 dicembre 2014, per i lavoratori provenienti da aziende cessate o interessate dall’attivazione delle vigenti procedure concorsuali, l’accordo governativo o non governativo può essere stipulato anche successivamente al 31 dicembre 2011. In tal caso, ai fini della procedibilità della domanda di accesso alla salvaguardia, il lavoratore deve produrre la documentazione attestante che la data di avvio della procedura concorsuale precede quella del licenziamento.

Nella circolare, l’Inps precisa che per ”vigenti procedure concorsuali”  devono intendersi: il fallimento; il concordato preventivo; la procedura di liquidazione coatta amministrativa; l’amministrazione straordinaria (Dlgs.270/1999); l’amministrazione straordinaria speciale(DL.347/2003, in legge39/2004).

Per quanto riguarda la durata del periodo di fruizione della mobilità e del trattamento speciale edile, l’Inps richiama le diverse normative applicabili e specifica che i periodi  di sospensione dell’indennità di mobilità e del trattamento speciale edile con mantenimento dell'iscrizione nella lista (svolgimento di attività di lavoro subordinato a tempo parziale e a tempo determinato, ovvero di lavoro parasubordinato), intervenuti entro il 1° gennaio 2017, sono rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione dell’indennità stessa e non comportano l’esclusione dall’accesso alla salvaguardia.

Infine, l’Istituto specifica che, ai fini dell’accesso alla salvaguardia i lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile devono perfezionare i requisiti pensionistici vigenti prima dell’entrata in vigore della legge Monti-Fornero (n. 214 del 2011), entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità o del trattamento speciale di disoccupazione per l'edilizia, ovvero, entro trentasei  mesi dalla fine del periodo di fruizione dell'indennità di mobilità o del trattamento speciale edile, anche mediante il versamento di contributi volontari.

Una delle maggiori novità introdotte con l’ottava salvaguardia, sottolinea l’Inca, consiste nell’ampliamento, da 12 a 36 mesi successivi dal termine dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile del periodo entro il quale è possibile maturare il diritto a pensione sulla base dei requisiti vigenti prima della legge 214/2011. Con tale ampliamento, ad esempio, un lavoratore cessato e collocato in mobilità nel marzo 2012 e che ha ultimato la fruizione dell’indennità di mobilità a marzo del 2015, potrebbe rientrare in salvaguardia se matura entro marzo 2018 (entro tre anni dal termine della mobilità) i requisiti per il diritto a pensione sulla base dei requisiti vigenti prima della legge 214/2011.

Ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi per il diritto a pensione, i trentasei mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o di disoccupazione speciale edile (dal marzo 2015 al marzo 2018, nel caso ipotizzato) possono essere coperti anche con i versamenti volontari, i quali, in deroga alle disposizioni contenute nel Dlgs 184 del 1997, possono essere effettuati anche per periodi eccedenti i sei mesi precedenti la domanda di autorizzazione.

Tale facoltà è concessa in via esclusiva, ai lavoratori già autorizzati ai versamenti volontari alla data del 1° gennaio 2017 o che presentano la domanda di prosecuzione volontaria entro il 2 marzo 2017 (scadenza del termine per la presentazione delle istanze di accesso al beneficio della salvaguardia) e da condizione che perfezionino i requisiti per il diritto a pensione vigenti prima dell’entrata in vigore della legge 214/2011, entro trentasei mesi dalla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile. I lavoratori già autorizzati ai versamenti volontari al 1° gennaio 2017 e per i quali siano decorsi i termini di pagamento, devono presentare domanda per la riapertura dei termini dei versamenti relativi ai trentasei mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o di disoccupazione speciale edile.

A seguito di un quesito posto dall’Inca relativo alla sesta salvaguardia, l’Inps ha chiarito che gli eventuali periodi di rioccupazione successivi al termine della fruizione dell’indennità di mobilità e del trattamento speciale edile non sono causa ostativa all’accesso alla salvaguardia e sono considerati ai fini della maturazione dei requisiti per il diritto a pensione. Per quanto riguarda i lavoratori in congedo per assistere figli on disabilità grave, l’Inps precisa che la salvaguardia è limitata ai genitori che, nel  corso  dell'anno  2011,  risultano essere in congedo.

Relativamente alla gestione delle domande di pensione presentate in anticipo rispetto alla definizione dell’attività di monitoraggio, l’Istituto ribadisce alle proprie sedi che le stesse non devono essere respinte, ma tenute in apposita evidenza e liquidate in salvaguardia, nel caso in cui, ovviamente, il soggetto risulti beneficiario delle disposizioni di salvaguardia ed in possesso di tutti i requisiti di legge.