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Previdenza

Scuola. Come si va in pensione nel 2017

Domande entro il 20 gennaio

Per tutto il personale di ruolo della scuola, docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio è il 20 gennaio 2017. A riferirlo la circolare ministeriale n. 38646/2016, con la quale il Ministero dell'Università e della Ricerca ha fornito indicazioni operative per l’applicazione del D.M. n. 941/2016. L’eventuale collocamento a riposo avrà effetto dal 1° settembre 2017.

In particolare, le domande da presentare tassativamente entro la data del 20 gennaio 2017 riguardano:

·        la cessazione dal servizio finalizzata o meno al pensionamento;

·        il trattenimento in servizio oltre il limite di età al solo fine di maturare il minimo contributivo per la pensione di vecchiaia, o per un massimo di due anni, per il personale impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera (art. 1, comma 257, legge 208/2015);

·        la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento di pensione ( D.M. n. 331/97);

·        la revoca delle suddette domande se già presentate.

Requisiti per il pensionamento

Può accedere al pensionamento dal 1°settembre 2017 sia il personale scolastico che matura i nuovi requisiti previsti, a partire dal 2012, dalla Legge 214/2011 sia quello che ha maturato il diritto a pensione entro il 31.12.2011 in base alla normativa precedente. L'Inca ricorda che, per tutti coloro che hanno maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento (età, o anzianità contributiva) entro il 31.12.2011 rimane il collocamento a riposo d’ufficio al compimento del 65° anno di età se compiuto entro il 31 agosto 2017.

Pensione di vecchiaia

Per conseguire la pensione di vecchiaia dal 1° settembre 2017 le lavoratrici e i lavoratori devono maturare almeno 20 anni di anzianità contributiva e il requisito anagrafico di almeno 66 anni e 7 mesi entro il 31.12.2017. Se l’età viene compiuta entro il 31 agosto 2017 è previsto il collocamento d’ufficio da parte dell’amministrazione; se compiuta successivamente ed entro il 31 dicembre 2017, il dipendente può andare in pensione a domanda.

Pensione anticipata

Possono accedere alla pensione anticipata dal 1° settembre 2017 i dipendenti che possono far valere, entro il 31 dicembre 2017, un’anzianità contributiva di almeno 41 anni e 10 mesi per le donne; 42 anni e 10 mesi per gli uomini. La legge di bilancio 2017 (n. 232/2016) ha disapplicato per tutti, indipendentemente dalla data di decorrenza della pensione, la penalizzazione per coloro che accedono alla pensione anticipata prima dei 62 anni.

Requisiti per il diritto a opzione donna

La legge di bilancio 2017 ha esteso alle lavoratrici, nate nell’ultimo trimestre del 1958 (che hanno compiuto 57 anni di età entro il 31.12.2015), la possibilità di accedere a pensione di anzianità in regime sperimentale (c.d. opzione donna). Possono, pertanto pensionarsi dal 1° settembre 2017 le lavoratrici che hanno maturato entro il 31.12.2015 almeno 57 anni di età e 35 anni di anzianità contributiva. Resta fermo che il trattamento pensionistico sarà liquidato interamente con il sistema di calcolo contributivo. Tuttavia, il Miur non ha ancora fornito le specifiche istruzioni.

Requisiti per il diritto a pensione di vecchiaia nel sistema contributivo

Il personale scolastico con prima contribuzione accreditata dal 1 gennaio 1996 può accedere a pensione dal 1° settembre 2017 con almeno 20 anni di contributi e 66 anni e 7 mesi di età, a condizione che l'importo della pensione non risulti inferiore al valore più elevato tra 1,5 volte l'assegno sociale dell'anno 2012 rivalutato in base alla variazione del PIL del quinquennio precedente l'anno da rivalutare e 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale relativo all'anno 2017. In alternativa tale personale potrà conseguire la pensione all'età di 70 anni e 7 mesi con almeno 5 anni di contribuzione effettiva indipendentemente dall'importo del trattamento pensionistico. Le lavoratrici in possesso, alla data del 31 dicembre 2011, di un'età anagrafica compresa tra 61 e 64 anni possono conseguire il diritto a pensione con almeno 5 anni di anzianità contributiva effettiva a condizione che l'importo della pensione a tale data non risulti inferiore a 1,2 volte l'assegno sociale.

Ulteriore possibilità di accesso alla pensione anticipata nel sistema contributivo

Il personale scolastico, con prima contribuzione accreditata a decorrere dal 1° gennaio 1996, può accedere a pensione anticipata dal 1° settembre 2017 con almeno 20 anni di anzianità contributiva effettiva, obbligatoria, volontaria, da riscatto (con esclusione di quella accreditata figurativamente a qualsiasi titolo) e 63 anni e 7 mesi di età, a condizione che l’importo minimo di pensione risulti essere non inferiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale rivalutato. L'Inca ricorda che tale possibilità di pensionamento è prevista anche per i lavoratori che esercitano la facoltà di computo in gestione separata.

Requisiti per il diritto a pensione in regime di cumulo

La legge di bilancio 2017 ha modificato in modo sostanziale l’art. 1, comma 239 della legge 228/2012, che ha introdotto l’istituto del cumulo ai soggetti con contribuzione versata in due o più gestioni pensionistiche. Le modifiche consistono nell’introduzione della pensione anticipata in regime di cumulo e nella estensione della facoltà di pensionamento anche a coloro che hanno maturato il diritto autonomo a pensione in una singola gestione (prima delle modifiche era consentito il cumulo per la pensione di vecchiaia a condizione di non aver perfezionato il diritto autonomo in nessuna delle gestioni coinvolte).

Inoltre, vengono ampliate le gestioni che partecipano al cumulo con l’inclusione delle casse dei liberi professionisti. Dopo le modifiche, il personale scolastico può cumulare, al fine di conseguire la pensione di vecchiaia o anticipata, la contribuzione accreditata presso il fondo esclusivo (CTPS) con tutti i periodi accreditati presso:

·        l’AGO dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi;

·        la Gestione separata;

·        le Gestioni sostitutive dell’AGO;

·        le Casse dei liberi professionisti.


Il personale scolastico con contribuzione accreditata in diverse gestioni pensionistiche può accedere a pensione in regime di cumulo:

vecchiaia con almeno 66 anni e 7 mesi di età e 20 anni di anzianità contributiva complessiva;

anticipata, con almeno 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendente dall'età anagrafica.

Coloro i quali si trovano nella condizione di poter esercitare il pensionamento in cumulo possono recedere dalla ricongiunzione entro il 31.12.2017 sempreché non sia stato perfezionato il pagamento integrale dell’onere di ricongiunzione. Il recesso comporta la restituzione dell’onere versato in quattro rate annuali, senza interessi, decorrenti dall’anno successivo alla data della domanda di recesso. Al riguardo il Miur dovrebbe fornire le relative istruzioni.

Requisiti per il diritto a pensione in totalizzazione (D.Lgs. 42/2006)

Possono accedere a pensione in regime di totalizzazione dal 1° settembre 2017 i dipendenti che maturano, entro il 31.12.2016, almeno 20 anni di contribuzione complessiva e 65 anni e 7 mesi di età, ovvero almeno 40 anni e 7 mesi di anzianità contributiva complessiva indipendentemente dall'età. Al personale scolastico che si avvale dell'istituto della totalizzazione, infatti, si applica il regime della decorrenza mobile, vale a dire che l'accesso al pensionamento avverrà dal 1° settembre dell'anno successivo a quello di maturazione dei requisiti (cfr. circolare Inps n. 37 /2012).

Lavoratori salvaguardati dai requisiti della legge Monti-Fornero (n. 214/2011)

Il personale scolastico che ha ricevuto la certificazione da parte dell’Inps del diritto a pensione in settima salvaguardia, di cui all’art. 1, comma 265, lettera d), della legge 208/2015, ha la possibilità di accedere al pensionamento con decorrenza dal 1° settembre 2017. L'ultima legge di Bilancio (n. 232/2016) ha introdotto l’ottava salvaguardia per 700 lavoratori, che si trovino in congedo per assistere i figli con disabilità grave nel corso del 2011. Tale possibilità consentirà di andare in pensione sulla base dei requisiti vigenti prima dell’entrata in vigore della legge 214/2011. La norma prevede che i dipendenti interessati devono presentare specifica domanda alla Direzione Territoriale del Lavoro, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore. Per l’applicazione della nuova disposizione si è, ancora, in attesa di specifiche istruzioni.

Collocamento a riposo d'ufficio e trattenimento in servizio

Il D.L. n. 90/2014, convertito in legge n. 114/2014, ha abolito l’istituto del trattenimento in servizio. Pertanto, i dipendenti al compimento dell’età per il collocamento a riposo d’ufficio non potranno chiedere il trattenimento in servizio per il successivo biennio. E’ fatto salvo, invece, il trattenimento in servizio previsto dal comma 3 dell' art. 509 del D. Lgs. n. 297/1994, fino al limite del 70° anno di età (adeguato alla speranza di vita), al fine di garantire la maturazione dei requisiti contributivi minimi richiesti per il pensionamento di vecchiaia. Pertanto, nel 2017 potranno chiedere la permanenza in servizio i dipendenti che compiono 66 anni e 7 mesi di età entro il 31.08.2017 e che non hanno perfezionato a tale data i 20 anni di anzianità contributiva.

Il trattenimento in servizio è previsto, per un massimo di due anni, per il personale scolastico impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera. In tal caso il trattenimento è autorizzato con provvedimento motivato dal dirigente scolastico e dal direttore generale dell’USR.


In sintesi, le ipotesi di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro vengono applicate nei seguenti casi:

• compimento di 66 anni e 7 mesi di età e maturazione di 20 anni di contribuzione entro il 31.8.2017;

• maturazione, entro il 31 agosto 2017, dell'anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne o 42 anni e 10 mesi per gli uomini, per il personale che compie 65 anni entro il 31.8.2017 e per il personale in situazioni di esubero del posto, classe di concorso o profilo di appartenenza, a prescindere dall’età;

• compimento dei 65 anni d’età entro il 31.8.2017, per il personale che non matura il diritto a pensione entro l’età pensionabile (66 anni e 7 mesi), salvo domanda di trattenimento in servizio del personale che perfeziona il requisito minimo per la pensione di vecchiaia, entro il 70° anno d’età, indicizzato (art. 509, comma 3, Dlgs. 297/94).

Trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento di pensione (DM 331/1997)

Tale possibilità sussiste per il personale che non ha compiuto i 65 anni di età e che ha maturato il diritto a pensione:

• anticipata con 41 anni e 10 mesi, per le donne, ovvero con 42 anni e 10 mesi, per gli uomini, entro il 31.12.2017;

• di anzianità in regime sperimentale donna, con 35 anni di anzianità contributiva e 57 anni di età entro il 31.12.2015.

Nelle domande finalizzate alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento di pensione di anzianità, ai sensi del D.M. n. 331/97, gli interessati devono anche esprimere, nel caso di cause ostative alla concessione del part–time, l’opzione per la cessazione dal servizio o per la permanenza in servizio a tempo pieno.

Dirigenti scolastici

Per i dirigenti scolastici, la disciplina della cessazione dal servizio è regolata dall’art. 12 del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’area V della dirigenza del 15/07/2010, che fissa al 28 febbraio di ogni anno la data di presentazione delle domande di dimissioni. Tale termine è confermato anche per l'anno 2017. Il dirigente scolastico che presenta la domanda di cessazione oltre il predetto termine sarà soggetto alla disciplina vigente per la generalità dei lavoratori.