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Pensione anticipata per lavoratori precoci 

Nel quadro generale delle novità pensionistiche, introdotte con la legge di Bilancio 2017, la norma sui lavoratori cosiddetti “precoci”, cioè coloro i quali hanno cominciato a lavorare prima della maggiore età, è una modifica da non sottovalutare, che accoglie, seppur parzialmente, la richiesta fortemente sostenuta dai sindacati.

La norma consente, infatti, che questi lavoratori, a partire dal 1° maggio prossimo, potranno andare in pensione anticipata con 41 anni di anzianità contributiva, a prescindere dall’età anagrafica; e perciò con uno sconto di un anno e dieci mesi per gli uomini e di dieci mesi per le donne rispetto al requisito richiesto alla generalità dei lavoratori (nel triennio 2016-2018 è pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne).    

Per poter usufruire della riduzione, i lavoratori dovranno aver maturato almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di effettivo lavoro  precedenti il compimento del diciannovesimo anno di età e contestualmente trovarsi in una delle seguenti condizioni:

essere disoccupati a seguito di cessazione anche collettiva del rapporto di lavoro, dimissioni per giusta causa, o risoluzione consensuale secondo la procedura prevista  dall’art. 7 della legge 604/1966. Dalla risoluzione del rapporto di lavoro deve essere  scaturita l'indennità di disoccupazione che, peraltro, deve essere conclusa da almeno 3 mesi all'atto della domanda di pensione.

oppure

assistere il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, da almeno 6 mesi al momento della domanda di pensione.

oppure

avere una invalidità civile pari o superiore al 74%, accertata dalle competenti commissioni.

oppure

aver svolto come dipendente, al momento del pensionamento, da almeno 6 anni, attività lavorative particolarmente faticose e pesanti in settori specifici che sono indicati nella lettera d del comma 199 della legge di Bilancio 2017 e riguardano: operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Possono altresì accedere alla pensione anticipata con 41 anni di anzianità contributiva anche i lavoratori precoci che abbiano svolto lavorazioni particolarmente pesanti; e cioè: gli usuranti, come indicati nel decreto ministeriale del 19/5/1999, gli addetti alla catena di montaggio, conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo e infine  lavoratori notturni.

Per l’attuazione della nuova normativa di pensionamento anticipato destinata ai lavoratori precoci, è prevista l’emanazione di un apposito decreto del Presidente del Consiglio, su proposta  dei Ministeri del lavoro e dell’economia, da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.

Gli stanziamenti finanziari previsti per consentire il pensionamento anticipato ai lavoratori precoci, disposti nel comma 203, sono di 360 milioni di euro per il 2017, 550 per il 2018, 570 per il 2019 e 590 milioni annui a decorrere dal 2020. Le domande, quindi, saranno sottoposte ad una operazione di monitoraggio per garantire il rispetto dei tetti di spesa prestabiliti. 

Qualora il numero delle richieste accolte dovesse superare i limiti finanziari, la norma stabilisce il differimento della decorrenza dei trattamenti di pensione, in base ai criteri di priorità individuati dal decreto della presidenza del consiglio dei ministri, con una graduatoria che terrà conto della data di presentazione della richiesta.   

N.B. Per una corretta valutazione della propria posizione assicurativa ci si può rivolgere agli uffici territoriali dell’Inca.