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Pensioni


Gli esodati dell’ottava salvaguardia

di Lisa Bartoli 


Altri 30.700 lavoratori potranno andare in pensione con le norme ante Monti-Fornero. Lo prevede la misura sugli esodati, contenuta nella legge di bilancio 2017.
Con questo ultimo e ottavo provvedimento, la platea complessiva dei cosiddetti salvaguardati, ha raggiunto quota 167.795; un numero ben al di sotto, potremmo dire, degli obiettivi che si prefiggeva di raggiungere. “La riduzione del limite numerico degli aventi diritto alle prime sette salvaguardie – sottolinea l’Inca - e la conseguente rimodulazione delle rispettive coperture finanziarie, è stata fatta considerando concluso il monitoraggio e la verifica della certificazione del diritto al beneficio delle precedenti salvaguardie”. Il che non si traduce nella eliminazione di quel meccanismo perverso che rende automatica la crescita di altri contingenti di lavoratori che si trovano nella stessa condizione, privati di qualunque paracadute, per effetto dell’innalzamento dei requisiti anagrafici e contributivi legati alla speranza di vita.  

Entrando nel dettaglio della manovra finanziaria, l’Inca sottolinea come siano state riviste al ribasso i contingenti dei beneficiari. Pur ampliando la platea dei potenziali salvaguardati di ulteriori 30.700 lavoratori, complessivamente il numero dei salvaguardati scende dai 172.466 (numero già finanziato fino alla 7/ma salvaguardia) a 167.795, con l’ottava salvaguardia. Tenendo conto di queste considerazioni, l’ultima misura a favore dei lavoratori rimasti intrappolati dall’innalzamento dei requisiti pensionistici, senza alcun reddito, ricalca grosso modo le stese modalità previste nei precedenti decreti, prevedendo per ciascuna tipologia di lavoratori o lavoratrici, un tetto massimo di beneficiari. 

In estrema sintesi, potranno andare in pensione con le vecchie regole vigenti prima della riforma Monti-Fornero (n. 214/2011):  

  • 11 mila lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile, a seguito di accordi governativi e non, stipulati entro il 31 dicembre 2011, ovvero da aziende cessate o interessate  dall'attivazione delle procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria) anche in mancanza dei predetti accordi, cessati dall'attività lavorativa entro il 31.12.2014;

  • 10.400 lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi;

  • 7.800 lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro purché perfezionino il diritto alla decorrenza della pensione prima della disciplina prevista dalla legge di riforma n. 214/2011 entro il 6 gennaio 2019 (84 mesi dall’entrata in vigore della legge di bilancio);

  • 700 lavoratori in congedo nel corso del 2011 per assistere figli con disabilità grave, purché perfezionino il diritto alla decorrenza della pensione, secondo la disciplina vigente prima della legge 214/2011 entro il 6 gennaio 2019;

  • 800 lavoratori, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, con contratti di lavoro a tempo determinato o in somministrazione, rimasti disoccupati tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011 e  che non risultino rioccupati a tempo indeterminato, purché perfezionino il diritto alla decorrenza della pensione, con le regole prima della Monti-Fornero, entro il 6 gennaio 2018.

In sostanza, con l’ottava salvaguardia vengono riproposte le stesse categorie di lavoratori previsti nella settima, salvo alcune modifiche. Ne elenchiamo le principali:

Per quanto riguarda i lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile dipendenti di aziende cessate fallite o in procedura concorsuale, a condizione che esibiscano documentazione attestante la data di avvio della procedura concorsuale e che l’attivazione di tale procedura è precedetene alla data di licenziamento.  Inoltre, è prevista la facoltà di questi lavoratori di versare contributi volontari entro tre anni successivi al termine della fruizione dell’indennità di mobilità o del trattamento speciale edile per perfezionare il diritto a pensione.

Per i lavoratori autorizzati ai versamenti contributivi prima del 4 dicembre 2001:  vengono suddivisi in due categorie: quelli con almeno un contributo volontario già accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto successivamente alla data del 4.12.2011 qualsiasi attività, comunque non riconducibile ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato; e quelli, senza alcun contributo, a condizione però che ne abbiano almeno uno accreditato derivante da effettivo lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e che alla data del  30 novembre 2013 non svolgevano attività lavorativa a tempo indeterminato. 

Né l’INPS, né il Ministero hanno ancora fornito istruzioni sulle modalità di presentazione delle domande di accesso alla salvaguardia, poiché la legge di bilancio 2017 è stata pubblicata in Gazzetta solo il 21 dicembre. Pertanto, è importante – sottolinea l’Inca  - che i potenziali beneficiari dell’ottava salvaguardia , che già si trovano in possesso deii requisiti per il diritto alla pensione anticipata (decorrenza compresa) inoltrino la domanda di pensione entro il mese di dicembre, anche se non hanno presentato la richiesta di accesso all’ottava salvaguardia.

Tutti coloro che pensano di rientrare nell’ottava salvaguardia possono recarsi presso gli uffici Inca territoriali per controllare la posizione assicurativa ed eventualmente presentare in tempi utili la domanda di pensione.