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Voucher baby sitting


Estensione alle lavoratrici autonome

Nel limite di due milioni di euro di spesa complessiva e in via sperimentale , la legge di Stabilità per il 2016 ha esteso anche alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici, il voucher baby sitting o per l’acquisto di servizi per l'infanzia pubblici o privati accreditati. L’Inps, con la circolare n. 216/2016 fornisce le istruzioni operative per la corretta applicazione della normativa, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale dell’1 settembre 2016, nel quale sono stati definiti i criteri di accesso e le modalità  di utilizzo del beneficio da parte delle lavoratrici.

Nella circolare, l’Inps ricorda che il contributo economico, pertanto, è esteso anche alle coltivatrici dirette, mezzadre e colone; alle artigiane ed esercenti attività commerciali; alle imprenditrici agricole a titolo principale, nonché alle addette alla piccola pesca marittima e delle acque interne. Il voucher baby sitting è una prestazione alternativa al congedo parentale. Pertanto, la domanda di questa prestazione presuppone la rinuncia a mesi di congedo parentale corrispondenti alle mensilità del voucher richiesto.

L’Inps ricorda che per queste categorie di lavoratrici, il diritto al congedo parentale è fruibile per un massimo tre mesi entro l’anno di vita del bambino oppure entro un anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato, a condizione che la lavoratrice sia in regola con il versamento dei contributi. Il contributo può essere richiesto anche nel caso in cui la lavoratrice autonoma abbia fruito in parte del congedo parentale, ma ovviamente la durata del  voucher sarà inferiore. Per esempio, se la lavoratrice ha già fruito di un mese di congedo parentale, la domanda di beneficio può essere presentata per gli altri due mesi, sempre che risultino versati correttamente i contributi.  Si precisa che, al pari del congedo parentale, anche il contributo in questione è concesso in ragione del singolo figlio (e quindi anche per più figli).

Sono escluse dal beneficio le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati e coloro che usufruiscono dei benefici previsti dal Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, istituito con l’art.19, comma 3, del decreto legge 4 giugno 2006, n.223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n.248.

Nel caso in cui la madre lavoratrice richieda il contributo per l’acquisto dei servizi di baby sitting, l’Istituto corrisponderà alla lavoratrice madre 600 euro in voucher per ogni mese di congedo parentale al quale la stessa rinuncia. Il contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, invece, verrà pagato direttamente dall’Inps alla struttura prescelta dalla lavoratrice madre, dietro esibizione, da parte della struttura stessa, della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio, fino a concorrenza dell’importo di  600 euro mensili per ogni mese di congedo parentale cui la lavoratrice rinuncia.

Il contributo è erogato per un periodo massimo di tre mesi, solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione di altrettanti mesi di congedo parentale ai quali la lavoratrice, di conseguenza, rinuncia. Si precisa che per frazione mensile intera deve intendersi un mese continuativo di congedo: a titolo esemplificativo, se la lavoratrice ha usufruito di un mese e un giorno di congedo parentale, potrà accedere al beneficio per un solo mese, residuandole 29 giorni da utilizzare solo come congedo parentale. Allo stesso modo il beneficio, una volta richiesto, potrà essere interrotto solo al compimento di una frazione mensile così come sopra definita.

I voucher (o buoni lavoro) sono corrisposti esclusivamente in modalità telematica, contenente altresì le indicazioni relative alle fasi da seguire nella procedura per l’utilizzo telematico dei buoni lavoro. In ogni caso le madri dovranno procedere all’appropriazione telematica dei voucher entro e non oltre 120 giorni dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici. La mancata appropriazione o l’appropriazione parziale, entro il termine sopra indicato, comporterà l’automatica rinuncia totale o parziale al beneficio con il conseguente ripristino della possibilità di utilizzo del periodo di congedo parentale.

Il contributo per la fruizione dei servizi per l’infanzia erogati da strutture della rete pubblica e private accreditate, potrà essere erogato esclusivamente se il servizio viene svolto - entro e non oltre il 31 luglio 2017 - da una struttura scelta dalla lavoratrice tra quelle presenti nell’elenco gestito dall’Istituto e relativo all’anno 2016. Tale elenco è pubblicato sul sito web istituzionale (www.inps.it) ed è aggiornato in tempo reale, affinché le lavoratrici possano consultarlo prima di effettuare l’iscrizione del bambino alla struttura prescelta e prima di presentare la domanda di ammissione al beneficio. Le istruzioni per l’iscrizione o la conferma delle strutture eroganti servizi per l’infanzia, nonché le modalità di pagamento delle stesse, sono pubblicate sul sito istituzionale www.inps.it al seguente percorso: home page>concorsi e gare>avvisi. Le procedure telematiche di iscrizione/conferma di iscrizione resteranno attive fino al 31 dicembre 2016. L’Istituto provvederà a comunicare, a mezzo posta elettronica certificata, ad ogni struttura il nominativo delle madri beneficiarie, nonché il numero di mesi di beneficio concesso.

Secondo quanto disposto dall’art. 2 del Decreto Ministeriale dell’1 settembre 2016, il pagamento sarà corrisposto direttamente dall’INPS fino ad un massimo di 600 mensili per ogni bambino e per un periodo massimo di tre mesi, sulla base delle mensilità concesse alla beneficiaria e sarà erogato, nei termini di legge, a seguito dell’invio alla sede provinciale INPS territorialmente competente da parte della struttura, della richiesta di pagamento, in cui dovranno essere riportati:

-        il nominativo ed il codice fiscale della madre lavoratrice beneficiaria;

-        il dettaglio dei mesi di servizio fruiti (es. dicembre 2016, gennaio 2017 e così via);

-        il nome ed il codice fiscale del minore iscritto alla struttura.

Le richieste di pagamento non potranno avere ad oggetto periodi di fruizione dei servizi per l’infanzia successivi al 31 luglio 2017.

La domanda deve essere presentata all’Istituto in modo esclusivo attraverso il sito web istituzionale, accedendo direttamente tramite PIN dispositivo (circolare n. 50 del 5/03/2011) oppure tramite patronato. 

Nella domanda la madre lavoratrice deve:

a) indicare a quale dei due benefici intende accedere e, in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, indicare la struttura per l’infanzia (pubblica o privata accreditata) nella quale la lavoratrice stessa ha effettuato l’iscrizione del minore (si precisa che la scelta del beneficio non può essere variata, salvo la presentazione di una nuova domanda, che comporta revoca della precedente, entro i limiti temporali di presentazione);

b) indicare il periodo di fruizione del beneficio, specificando il numero di mesi;

c) dichiarare la rinuncia al corrispondente numero di mesi di congedo parentale;

d) dichiarare di aver presentato la dichiarazione ISEE valida.

Nel caso in cui la madre volesse fruire del contributo per più figli dovrà presentare una domanda per ogni figlio e conseguentemente la riduzione del congedo parentale opererà in riferimento al figlio per il quale il contributo è concesso. Possono presentare domanda di beneficio le madri lavoratrici autonome che, alla data di entrata in vigore del citato DM 1.9.2016, ossia dall’11 novembre 2016, e fino al 31.12.2016 (salvo esaurimento anticipato dello stanziamento previsto dall’art.1, comma 283 della legge di stabilità 28 dicembre 2015, n.208), si trovino nelle seguenti condizioni:

 

     sia concluso il teorico periodo di fruizione dell’indennità di maternità (tale periodo, nei casi di parto e di affidamento non preadottivo, coincide con i tre mesi dalla data di nascita o di ingresso in famiglia – vedi esempio 1; nei casi di adozione/affidamento preadottivo nazionale o internazionale coincide con i cinque mesi dalla data di ingresso in famiglia – vedi esempio 2);

                      non sia decorso 1 anno dalla nascita o dall’ingresso in famiglia (nei casi di adozione e affidamento).

Inoltre, poiché il contributo può essere concesso per un massimo di 3 mesi ed è erogato solo per frazioni mensili intere, occorre conseguentemente che:

-      il beneficio sia richiesto dalla madre che, al momento di presentazione della domanda, abbia ancora a disposizione almeno un mese di congedo parentale (vedi esempio 3);

-        alla data di presentazione della domanda sussista una corrispondenza tra le mensilità richieste e le mensilità di congedo parentale ancora fruibili alle quali la lavoratrice rinuncia;

-          la domanda non sia presentata durante il 12° mese di vita o dall’ingresso in famiglia del minore, in quanto al 12° mese non sussiste più l’unità minima di congedo parentale (una mensilità), alla quale la madre può rinunciare (vedi  esempi 4).

Di seguito si elencano gli esempi richiamati nella circolare dell’Inps


Esempio 1

Data di nascita: 2 settembre 2016

Fine del periodo teorico di fruizione dell’indennità di maternità (3 mesi dopo il parto): 2 dicembre 2016. Dal giorno successivo al termine del periodo di maternità, ossia dal 3 dicembre 2016 è possibile presentare domanda di beneficio, fino al 31 dicembre 2016 (salvo esaurimento anticipato dei fondi), per un massimo di tre mesi di beneficio.

Esempio 2

Data di ingresso in famiglia (in caso di adozione/affidamento preadottivo): 5 luglio 2016.

Fine del periodo teorico di fruizione dell’indennità di maternità (5 mesi dall’ingresso in famiglia): 5 dicembre 2016. Dal giorno 6 dicembre 2016 è possibile presentare domanda di beneficio, fino al 31 dicembre 2016 (salvo esaurimento anticipato dei fondi), per un massimo di tre mensilità di beneficio.

Esempio 3

Data di nascita: 7 maggio 2016.

Fine del periodo teorico di fruizione dell’indennità di maternità (3 mesi dopo il parto): 7 agosto 2016. Nella fattispecie il congedo parentale è fruibile fino al 7 maggio 2017, ossia fino al compimento dell’anno di vita del bambino.

Se la lavoratrice non ha fruito affatto di periodi di congedo parentale, la stessa può presentare domanda di beneficio dall’11 novembre 2016 al 31 dicembre 2016, per tre mensilità. Se la lavoratrice invece ha fruito di 20 giorni di congedo parentale, la stessa può presentare domanda di beneficio dall’11 novembre 2016 al 31 dicembre 2016, per due mensilità, residuando comunque la possibilità di fruire del congedo parentale residuo (10 giorni) entro l’anno di vita del bambino.

Esempio 4

Data di nascita: 1 gennaio 2016.

Fine del periodo teorico di fruizione dell’indennità di maternità (3 mesi dopo il parto): 1° aprile 2016. Nella fattispecie il congedo parentale è fruibile fino al 1° gennaio 2017 ossia fino al compimento dell’anno di vita del bambino.

Se la lavoratrice non ha fruito affatto di periodi di congedo parentale, la stessa può presentare domanda di beneficio dall’11 novembre 2016 al 1° dicembre 2016, per una sola mensilità.

L’Inps rammenta infine che al raggiungimento del limite di spesa di 2 milioni di euro, l’Istituto non prenderà in considerazione ulteriori domande.