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Infortuni e sicurezza sul lavoro


Cassazione, l’apprendista non può essere lasciato solo

Nello svolgimento delle mansioni l’apprendista non può essere lasciato solo senza l’assistenza di un tutor. Pertanto, in caso di infortunio devono ritenersi colpevoli  sia il Responsabile di Servizio e Prevenzione rischi sul lavoro (RSPP) sia il datore di lavoro. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 50749/2016 condannando l’azienda e il RSPP del reato di lesioni colpose.  Il caso preso in esame  riguarda un lavoratore minorenne, vittima di un incidente mentre era alla guida di un carrello elevatore, di cui aveva perso il controllo.

In un primo momento ad essere chiamato a rispondere dell’accaduto era stato solo il tutore del lavoratore minorenne a cui era stato imputato il fatto di aver posto l’apprendista inesperto a lavorare con attrezzature non adeguate ai fini della sicurezza. Dal canto suo, il tutor si era discolpato scaricando sull’apprendista la decisione di prendere “inopinatamente” l’iniziativa di mettersi alla guida del carrello elevatore.

La Corte di Cassazione sottolinea che le norme di prevenzione antinfortunistica hanno tra l’altro l’obiettivo di tutelare il lavoratore anche in relazione agli incidenti che possono derivare dalla negligenza, imprudenza ed imperizia dello stesso. “La responsabilità del datore di lavoro – afferma la sentenza - può essere esclusa solo in presenza di un comportamento del lavoratore che presenti i caratteri dell’eccezionalità, dell’abnormità e dell’esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle precise direttive organizzative ricevute, che sia del tutto imprevedibile o inopinabile”.