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Infortuni e malattie professionali

Inail, rendita ai superstiti: 40% a figli naturali e non  


di Lisa Bartoli 

In caso di decesso di un lavoratore, i figli orfani hanno il diritto alla rendita, pari al 40%, anche se l’altro genitore superstite dovesse nuovamente sposarsi, poiché a quest’ultimo verrebbe interrotto il pagamento della prestazione. Questo varrà anche per i figli naturali di coppie di fatto, ai quali viene esteso il riconoscimento della prestazione nella stessa misura. Sono alcune delle novità contenute nella circolare  Inail n. 42/2016, che scaturiscono dall’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 86 del 2009, con la quale era già stato chiarito che per i figli orfani di un solo genitore dovesse essere riconosciuta la prestazione nella misura del 40% e non del 20%, come è previsto per ciascun  figlio nato da un matrimonio, sancendo la illegittimità dell’articolo 85, del d.p.r. 1124/1965 nella parte in cui lo escludeva.

Con questa ulteriore estensione, l’Inail avverte che al figlio naturale, titolare di rendita ai superstiti,  viene confermato il diritto nella misura del 40%, anche se la madre o il padre superstite dovesse contrarre un regolare matrimonio.  “Tale regolamentazione  della materia – si legge nella circolare – rende sostanzialmente identica la situazione del figlio del genitore che abbia contratto nuovo matrimonio a quella del figlio naturale di una coppia non coniugata, ma stabilmente convivente”, la cui disciplina è stata censurata con la sentenza  della Corte Costituzionale n. 86/2009.    

L’Inail precisa inoltre che mantengono il diritto alla rendita ai superstiti, nella misura del 40%, anche i figli adottati nei “casi particolari”, secondo quanto previsto dalla legge n. 184/1983, vale a dire quelli  riconosciuti al “coniuge convivente del genitore del minore, per favorire il proseguimento dell’unità famigliare e garantire, quindi, una crescita armonica del minore” (art. 44, lettera b). “In conclusione – chiarisce la circolare -, se il soggetto, al momento della morte del genitore, ha diritto alla rendita stessa e il diritto non risulta estinto al momento del sopraggiungere del novo status di figlio adottivo, la prestazione deve essere mantenuta, nella stessa misura in godimento, finché sussistano i presupposti del diritto stesso”.

Tali disposizioni, avverte l’Istituto, saranno applicate alle fattispecie in istruttoria e a quelle per le quali sono in atto controversie amministrative o giudiziarie o, comunque, non prescritte o decise con sentenza passata in giudicato.